Omofobia, Verona sveglia!

Set 14 2018
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A Stallavena, frazione del Comune di Grezzana, una coppia omosessuale, Angelo Amato e Andrea Gardoni, è stata gravemente aggredita con liquido infiammabile. Dopo aver udito rumori fuori dalla porta di casa, Angelo si recava all’ingresso per verificare cosa stesse accadendo. Aperto l’uscio si è trovato di fronte un individuo che gli ha lanciato addosso della benzina ed è scappato.

Davanti alla casa venivano rinvenute tre taniche di analogo carburante, già in parte versato sul pianerottolo, oltre ad alcune effige naziste e scritte omofobe scritte sui muri dell’abitazione nonché le ruote dell’auto di proprietà tagliate. Si tratta di un vero e proprio attentato all’incolumità della coppia e che le tracce scritte rinvenute lasciano presagire che si tratta di un chiaro movente omofobo.

La coppia in questione, peraltro,  era già stata aggredita nel mese di agosto. Nell’occasione, nella centralissima Piazza Bra di Verona era stata oggetto di insulti e aggressione fisica, sempre per ragioni riconducibili all’orientamento sessuale.

Questo gravissimo episodio dimostra che ogni limite è stato superato. Se Angelo non avesse sentito i rumori e aperto la porta, oggi staremmo parlando di omicidio. Una cosa inaudita solo a pensarla.

Qui girano persone che per ragioni omofobe sarebbero anche disposti ad uccidere. Non che siano meno gravi le offese verbali o scritte, ma che circolino per Verona persone simili è elemento di forte preoccupazione.

Chi arriva fin lì, è assassino sempre e per ogni cosa.

Coloro che “apprezzano” gesti contro i “froci”, per pregiudizio o ignoranza, è bene che si rendano conto che possono anche ingenerare la convinzione in questi dementi di essere dalla parte giusta e di essere giustificati delle loro azioni deprecabili.

Lo dico a chi sottovaluta e teme per l’immagine di Verona, basta vedere le dichiarazioni della politica in agosto dopo la precedente aggressione alla stessa coppia, lo dico a chi fa il saluto fascista addirittura in aula consiliare ed ai tanti, politici ed amministratori, che giocano a distrarsi quando accadono cose simili.

Serve un moto d’opinione basato sul rispetto che isoli culturalmente queste persone perché, e questo episodio lo dimostra, poi ci troviamo accanto gente che arriverebbe anche ad uccidere.

Ho chiesto l’intervento di Salvini. A lui spetta garantire la sicurezza degli italiani.

Capisco la grave preoccupazione della comunità omosessuale. Sapere che c’è in giro uno li odia ed è disposto anche a incendiare la casa con le persone dentro non fa certo piacere.

Salvini deve dirci in che modo intende tutelare l’incolumità della coppia interessata affinché possa vivere legittimamente la propria vita insieme ed esercitare i diritti che la Costituzione, ed il buon senso, garantiscono nonché la sicurezza della comunità omosessuale e di tutti i residenti del territorio a fronte della certezza della presenza di persone che per ragioni omofobe sarebbero anche disposti ad uccidere.

Il prossimo 18 settembre il Ministro sarà a Verona, colga l’occasione per dare impulso alle indagini, ma anche per dare una mano al percorso culturale che è necessario.

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