Stazione di Porta Vescovo, occasione per la città

Ott 10 2018
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Il potenziale della stazione ferroviaria di Porta Vescovo – Verona (la prima stazione costruita nel Veronese nel 1847 per servire il crocevia della Bologna-Brennero) – è pari se non superiore a quello di Treviso che, secondo i dati delle Ferrovie del 2017, ha la biglietteria ferroviaria regionale più grande del Veneto perché serve un bacino di 85.136 persone.

Stazione di Porta Vescovo, i dati delle Ferrovie

Sempre secondo i dati delle Ferrovie, Porta Vescovo è punto di riferimento per un bacino di 80.695 persone, senza contare il Polo Universitario che da solo conta 22.296 persone e altri notevoli attrattori come la Caserma E.I. Duca (altre 5-600 persone) solo in parte compresi nel dato complessivo.

La stazione di Verona Porta Vescovo serve i quartieri della Sesta Circoscrizione (Borgo Venezia, 30.539 persone) e della Settima Circoscrizione (San Michele e Porto San Pancrazio, 22.148 persone); dell’Ottava Circoscrizione (Montorio, Quinto e frazioni, altre 17.773 persone) e naturalmente Veronetta, Prima Circoscrizione che conta altri 10.235 potenziali clienti.

Nonostante i numeri citati e pur in presenza dei locali idonei, presso quella stazione ferroviaria insistente dentro la città, non esiste una biglietteria, ma sono presenti solo macchinette erogatrici.

La stazione, sebbene impiegata prevalentemente come scalo merci, è fermata per tutti i treni regionali da e per la direttrice verso Trieste e interregionali sulla direttrice Venezia – Milano – Venezia.

Lo scalo, peraltro, è utilizzato da migliaia di studenti da e per le Università di Verona, Padova e Venezia.

Stazione di Porta Vescovo, l’importanza della biglietteria

In sostanza, sono convinto che la biglietteria sarebbe una parte della riqualificazione della stazione dal punto di vista trasportistico passeggeri, l’inizio, e che il suo utilizzo favorirebbe il decongestionamento del traffico nell’area del capoluogo. Infatti, con il recupero della funzionalità e con un accordo con gli enti locali sarebbe possibile l’integrazione ferro – gomma (basterebbe portare i bus fino davanti alla stazione).

Le proposte

Per queste ragioni, ho chiesto al Ministro Toninelli di avviare le procedure per:

  • l’apertura di una biglietteria, anche di ridotte dimensioni, presso la stazione di Verona Porta Vescovo;
  • valutare la fattibilità di rendere quello scalo capolinea – oggi è Porta Nuova – per i treni regionali provenienti ed in partenza verso Milano, Bologna, Bolzano e Mantova, ovvero i centri di destinazione e arrivo più rilevanti. In futuro, peraltro, con la destinazione verso Mantova, Porta Vescovo potrebbe diventare il primo scalo da e per l’Aeroporto Catullo;
  • la stesura di un progetto che contempli lo sviluppo della stazione di Verona Porta Vescovo come scalo nell’ambito di una metropolitana urbana compresa tra le varie stazioni presenti in città e nell’immediata cintura.

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