Ungheria, anche fuori dall’Europa!

Set 13 2018
(0) Comments

Il Parlamento Europeo ha deciso di avviare la procedura contro l’Ungheria per il mancato rispetto dei valori democratici dell’Unione Europea.

Perché questo grave atto di accusa? A causa di leggi che l’Ungheria si è data e che sono in palese contrasto con i valori di democrazia e di liberta dell’Unione Europea. Ne elenco alcune, tra le più gravi:

  • diritti sociali, dal dicembre 2010, quando il governo di Orbàn ha adottato una modifica della cosiddetta legge sugli scioperi, sono in linea di principio illegali;
  • libertà accademica, una nuova legge pone limiti molto stringenti alle università dell’Ue e di Paesi terzi, in contrasto con il diritto di libertà accademica, quello all’istruzione e la libertà d’impresa stabiliti dalle norme europee. Per questo a dicembre scorso la Commissione Ue ha deferito il Paese alla Corte di Giustizia della Ue;
  • indipendenza della giustizia, la Costituzione modificata ha dato facoltà all’Ufficio governativo dei giudici di spostare a piacimento giudici e processi. Inoltre ha limitato l’indipendenza dei magistrati. È stata poi ridotta la competenza della Corte costituzionale;
  • controllo dei media, le nuove leggi sui media limitano libertà di opinione ed espressione e non garantiscono una stampa priva di censura e restrizioni.

Per la prima volta, quindi, l’Europarlamento ha approvato di chiedere ai governi Ue di applicare le sanzioni dell’articolo 7 del Trattato individuando violazioni dell’esecutivo ungherese di valori democratici e dello stato di diritto.

Cosa rischia l’Ungheria? La sospensione di alcuni diritti e le sanzioni possono arrivare fino alla cancellazione del diritto di voto del Paese nel Consiglio dell’Unione europea.

Purtroppo, hanno votato contro la procedura anche Forza Italia e la Lega di Salvini che non ha mai nascosto le sue simpatie per Orbàn.

Orbàn ha deteriorato il sistema istituzionale e il pluralismo ungheresi, un passo alla volta.

La difesa ungherese è stata esilarante: punita per “vendetta” per l’ostruzionismo alla politica solidale dell’immigrazione. Non è questo, per fortuna, il significato di questa azione europarlamentare.

L’Europa ha ribadito i valori che tengono insieme l’Unione, quelle regole di base, liberali e democratiche che hanno sempre fatto da collante, perché non è sufficiente tenersi in qualche modo insieme, ma anche di aver voglia di far parte del progetto su valori che sono stati per decenni una forza d’attrazione.

L’Ungheria, che è stata ammessa nel 2004, offende questi valori che, secondo me, non sono negoziabili e penso che nei confronti di quel Paese debba essere valutata anche la sospensione della partecipazione all’Unione Europea, finanziamenti compresi.

Non posso neanche concepire che i miei soldi servano a qualche dittatorello europeo per deprimere la democrazia.

Commenti