A Peschiera va in onda lo scempio

La città fortificata di Peschiera del Garda, dal 2017, è parte del sito seriale transnazionale Unesco denominato Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar occidentale e ospita una serie di eccezionali testimonianze di architettura militare, dal Medioevo all’Ottocento.

I beni sono stati dapprima oggetto di un Protocollo d’Intesa, finalizzato alla valorizzazione, tra l’Agenzia del Demanio e il Comune di Peschiera del Garda (2010); successivamente ceduti dall’Agenzia del Demanio a Cassa Depositi e Prestiti (2013); infine venduti da quest’ultima agli attuali privati proprietari (2019).

Nel Protocollo d’Intesa del 2010, il Comune si impegnò a variare le destinazioni urbanistiche degli immobili, avviandone così l’iter di valorizzazione. Così fu stabilito, con un apposito strumento urbanistico, che almeno il 34%” delle superfici coperte appartenenti all’ex Caserma La Rocca, all’interno della quale si trovano anche i resti della Rocca scaligera dantesca, dovevano restare ad uso pubblico.

In previsione del passaggio di proprietà dell’intero complesso monumentale dall’Agenzia del Demanio a Cassa Depositi e Prestiti (2013), il Ministero dei Beni Culturali autorizzò l’Agenzia all’alienazione della proprietà superficiaria dei beni in oggetto, sulla base degli impegni già definiti dalla medesima Agenzia, quindi, l’uso pubblico costituito da “almeno il 34%” delle superfici coperte appartenenti all’ex Caserma La Rocca e la fruibilità pubblica delle aree verdi del fronte bastionato della “ex Caserma XXX Maggio” (ex carcere militare di Peschiera).

Nonostante queste premesse, il 30 luglio scorso il Consiglio Comunale di Peschiera del Garda ha adottato un nuovo strumento urbanistico che ha modificato in maniera sostanziale le previsioni relative alla fruibilità pubblica. In particolare:

  • da “almeno il 34%” – ovvero “almeno” 196 mq, su un totale di 9.400 mq di superficie utile lorda della ex Caserma La Rocca – si passerebbe a circa 1.430 mq, ovvero al 15,1%
  • da “le aree verdi del fronte bastionato saranno destinate alla collettività”, si passerebbe al “100% di aree per servizi privati a uso esclusivo” relativamente all’ambito della “ex Caserma XXX Maggio” (ex carcere militare di Peschiera) a cui afferisce oltre ad un lungo tratto di cortina anche l’intero bastione cinquecento denominato “Cantarane”, uno dei cinque che compongono la fortezza pentagonale Patrimonio dell’Umanità.

Qualcuno sa dirmi se queste modifiche hanno un’utilità pubblica in termini di accessibilità e fruibilità degli spazi di pertinenza di quei beni? Non credo proprio. Anzi, saranno ridotti fortemente gli ambiti e le superfici destinati alla collettività.

Tutto ciò è un palese e sostanziale cambio di regole in un momento successivo alla cessione dei beni ai privati.

Ho presentato un’interrogazione al Ministro Franceschini per chiedere:

se il Comune di Peschiera poteva fare quelle modifiche anche senza preventivamente consultare le altre amministrazioni pubbliche precedentemente coinvolte;

se sulla scelta fatta non debba essere preventivamente interpellato anche l’UNESCO.

Se dovessi aver ragione, ho chiesto l’intervento del Ministro per l’applicazione della clausola risolutiva per evidente inadempimento delle obbligazioni assunte in precedenza.

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