A Villafranca qualcosa non quadra

L’Amministrazione comunale di Villafranca è alla continua ricerca di capri espiatori, di soggetti ai quali dare le colpe di qualcosa, soprattutto delle inefficienze del centrodestra locale e regionale – nel quale si riconosce, ovviamente – che da anni latitano su diverse questioni viabilistiche.

E’ successo pochi mesi fa con la variante alla Strada Grezzanella e ne ho parlato con questa nota (https://www.vincenzodarienzo.it/strada-grezzanella-le-false-promesse-e-la-verita/).

Adesso ci risiamo, stavolta con la rotonda all’uscita della Tangenziale sud a Madonna di Dossobuono. Il capro espiatorio sarei io, colpevole d’aver agito presso il Ministero dei Trasporti per il rilascio del previsto nulla osta alla bozza di convenzione che regolerà il rapporto tra la società autostradale A/4 ed il Comune di Verona per la costruzione della rotonda. Il nulla osta era stato chiesto nel dicembre del 2018.

Ma è proprio così?

Nell’autunno del 2018, a pochi mesi dall’insediamento del nuovo sindaco di Villafranca, il consiglio Comunale votava contro la mozione per evitare la realizzazione della rotonda di Madonna di Dossobuono, presentata in Consiglio dall’opposizione di centro-sinistra “per non compromettere i rapporti con la città con un atto ostile”, ovvero il Comune di Verona, da sempre favorevole alla rotonda.

Il problema è che questa linea di ripetitiva sudditanza verso Verona ha favorito tutti gli atti necessari finora compiuti per la realizzazione della rotonda!

A parole la maggioranza di centrodestra di Villafranca è contraria alla rotonda di Madonna di Dossobuono, ma i fatti dimostrano l’esatto contrario.

Il primo: nell’autunno 2018, dapprima hanno chiesto di ritirare la proposta, poi hanno riferito che il sindaco si sarebbe attivato per evitare che Verona facesse un’opera sul proprio territorio e poi hanno votato contro.

Il secondo: nei circa 4 anni trascorsi per la redazione del progetto e la stesura della convenzione necessaria, non risultano concreti atti o fatti del Comune diretti ad controbattere la prosecuzione dell’iter procedimentale che ha portato ai passaggi tecnico-burocratici citati o a confutarne la fattibilità. Sebbene a conoscenza di quanto stava accadendo, non risultano inviate, al Ministero, al Comune di Verona e alla concessionaria A/4, proposte/segnalazioni/pareri/ipotesi tecniche tali da contestare tecnicamente la bontà e la fattibilità progettuale della rotonda. Le letterine che il Comune di Villafranca ha inviato in giro sono state un semplice lavaggio della coscienza.

Il terzo: sarebbe bastata la contrarietà del Comune di Verona, amministrata prima e ora dalle medesime forze del centrodestra, per invertire lo stato delle cose. O non si parlano o esistono due centrodestra diversi a distanza di pochi chilometri.

Veniamo ai fatti veri.

Il Comune di Verona, socio dell’A/4, aveva chiesto alla concessionaria autostradale di realizzare la rotonda sul proprio territorio nella frazione di Madonna di Dossobuono. La società Serenissima ha corrisposto alla richiesta e progettato l’intervento fino a livello esecutivo. Insieme alla prevista Bozza di Convenzione, il progetto è stato inviato per le approvazioni al competente Ministero dei Trasporti nel Dicembre del 2018.

Il mio impegno ha accelerato il rilascio del nulla osta che, dato incontrovertibile, resta pur sempre un atto amministrativo in ragione del fatto che acclara un progetto ed una convenzione che, entrambi, rispettano la legge, ragion per cui serviva l’autorizzazione del Ministero. Questi non si esprime sulla scelta politica fatta dal territorio, bensì sulla compatibilità tecnica e normativa della proposta di realizzare l’infrastruttura.

Non è la prima volta che a Villafranca confondono le cose. Ho ricordato la storia della variante alla strada Grezzanella. Anni di nulla del centrodestra Veneto risolti dal Governo Renzi con il ritorno della strada tra le competenze ANAS ed un minuto dopo quel nulla è stato colmato con la stucchevole propaganda che la variante si poteva realizzare entro un anno.

A questo punto, sorge un dubbio: la rotonda risolve un problema circoscritto di sicurezza stradale a Madonna di Dossobuono, ma si teme che possa creare problemi a Dossobuono?

Se questo è vero, allora il Comune di Villafranca impedisca la realizzazione del nuovo casello autostradale che l’Autobrennero vuole realizzare proprio a Dossobuono, “su richiesta del territorio”. Invece, anche qui nessun atto o fatto tecnico e formale di avversione.

Due pesi e due misure inaccettabili.

La rotonda deve essere parte integrante di un disegno che vede anche la realizzazione del desiderato collegamento tra le due tangenziali presenti nella stessa area, dopo il quale la rotonda sicuramente avrà un’altra funzione. La bretellina è inserita nel programmi della A/22.

Da anni seguo il rinnovo della concessione autostradale alla società Autobrennero ed ha agito affinché questa inserisse quella bretellina. Per il rinnovo, i tempi sono slittati a giugno 2020 al fine di proseguire il rapporto con l’Unione Europea in merito.

Emerge un altro dubbio, però: non vorrei che il Comune di Villafranca avesse accettato lo scambio tra nuovo casello per l’aeroporto e bretellina. Sarebbe bene fare chiarezza.

Io non l’ho fatto, anzi sono da sempre testardamente contrario a quel casello e a favore della ristrutturazione del casello di Verona nord, a differenza di tutti i colleghi parlamentari del centrodestra, favorevoli all’opera.

Governare è sempre difficile, ma chi lo fa deve assumersene la responsabilità. Non se la sentono, come accade a Villafranca? Poiché non l’ha ordinato il dottore, potrebbero anche fare altro!

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