Alta velocità, Sboarina datti una mossa!

La notizia che il tunnel del Brennero sarà realizzato entro il 2028 è un’ottima cosa.

Da quell’anno le dinamiche per Verona cambieranno radicalmente, in termini di sviluppo, di marketing territoriale e di centralità in tutto il sud Europa nel comparto della logistica. Sono convinto che ci saranno novità anche per le metropolitane di superficie.

Ovviamente, il solo tunnel non è sufficiente.

Serve che quel buco sia collegato con la rete ferroviaria in modo da ottimizzare il più possibile i trasporti ed i tempi previsti.

Serve anche un interporto in grado di reggere la sfida che i nuovi e più moderni traffici lanceranno a Verona.

Innanzitutto il Quadrante Europa. E’ necessario che il terminal ferroviario sia ingrandito con stazioni intermodali per treni lunghi fino a 750/1000 metri, in modo da portare più carichi. Su questo punto, ho la garanzia che RFI procederà in questa direzione con un investimento di circa 50 milioni di euro in autofinanziamento. I progetti sono già in corso.

Altra buona notizia è la sicura realizzazione del collegamento diretto tra la rete storica e quella AV con il QE e tra questi e le linee ferroviarie verso il Brennero e Bologna.

I collegamenti diretti eviteranno ai treni merci l’imbuto di Porta Nuova e sveltiranno i traffici diretti da/verso l’interporto.

La tratta Brescia/Verona è stata interamente finanziata dal Governo Renzi e dopo la sostituzione del Ministro Toninelli e dei suoi alleati della Lega, finalmente le gare di appalto sono in corso. Entro il 2026 dovrebbero concludersi i lavori.

Qui si apriranno opportunità per il trasporto pubblico di massa cadenzato attraverso l’utilizzo delle tracce ferroviarie lasciate libere sulla linea attuale.

Quello che mi preoccupa, e molto, è la tratta ferroviaria Verona/Brennero ed in particolare la Verona/Pescantina, IV lotto prioritario, peraltro.

Questo tratto è fermo a causa del Comune di Verona!

A metà settembre 2018 Rete Ferroviaria Italiana ha presentato lo Schema di Accordo procedimentale di attuazione del Protocollo sottoscritto nel 2013 ed ha reso noto il progetto preliminare. Da allora – ormai un anno e mezzo – nessuno ha più saputo nulla. Un ritardo notevole che sta incidendo negativamente sulla realizzazione dell’opera e, quindi, sia sulla funzionalità del collegamento con il tunnel sia sulle prospettive per Verona.

Pur tuttavia, nonostante il silenzio del Comune, proprio in questi giorni noi siamo andati avanti lo stesso e abbiamo finanziato lo sviluppo della progettazione Verona/Pescantina con 10 milioni di euro.

Sfuggono le ragioni dell’insipiente silenzio, ma poiché sono noti i risultati negativi per l’economia veronese, abbiamo deciso di proseguire comunque.

Peraltro, il ritardo incide anche sullo sviluppo dell’area di S. Massimo. Infatti, l’interramento della linea tutta, AV e storica, poco dopo Porta Nuova, eliminerà quel muro che oggi divide il quartiere dalla città.

Ho letto che non è vero che il Comune è dormiente.

Fa piacere sapere lunedì 16 scorso c’è stato un incontro sul tema, non è mai troppo tardi, ma potevano svegliarsi prima.

Adesso è doveroso recuperare il tempo perduto.

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