Alta velocità, Verona, apri gli occhi, non svegliarti tardi come Torino!

Nov 12 2018
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Verona rischia la stessa sorte di Torino. In quella città per anni i contrari alla TAV sono stati considerati pochi ed insignificanti avversari ideologici che mai avrebbero potuto fermare un’opera fondamentale.

Al contrario, il Governo e la maggioranza che regge Torino stanno riuscendo nel proprio intento. Torino, e l’Italia, rischiano di pagare a caro prezzo quella sottovalutazione.

Certo, adesso che se ne sono accorti, tutte le categorie imprenditoriali, moltissime associazioni, tanti partiti, studenti e migliaia di cittadini hanno cominciato a manifestare, anche in piazza, il proprio dissenso, ma intanto sono arrivati quasi al fatto compiuto.

Verona rischia come Torino

Verona rischia la medesima sorte. Sulla TAV Brescia – Verona ci sono pochi contrari, tutte le amministrazioni pubbliche interessate lungo la tratta – Province e Comuni – che si sono succedute negli anni, nonché le Regioni hanno sempre favorito i progetti, eppure – nel silenzio generale (come un tempo a Torino) – dal Governo è arrivato lo stop per la valutazione costi benefici, una stupidata ideologica che adesso sta rallentando tutto, ma che rischia di bloccare definitivamente l’opera, come la Torino – Lione.

Oltre ad essere insieme al Governo, se a Torino Lega e M5S hanno favorito la vittoria della sindaco Appendino, a Verona entrambi hanno tifato per Sboarina. Ci sono, quindi, anche qui gli stessi “geni” presenti nella città sabauda.

Al contrario, facendo mie le parole scritte a Torino, occorre “procedere speditamente nell’avanzamento dell’opera, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti tra l’Italia, delle leggi e degli atti approvati dal Cipe”.

Per il futuro di Verona

Il tema delle infrastrutture è fondamentale per la crescita e lo sviluppo di Verona, non vederlo significa negare una prospettiva che questo territorio ha per vocazione, a partire dalla posizione geografica. Ma davvero qualcuno pensa che Verona possa attrarre investimenti internazionali ed essere competitiva con altre realtà bloccando le infrastrutture di trasporto principali? O, una volta ripristinati muli e carretti, sarà molto concreto il rischio che gli investitori guardino altrove?

Da Torino è arrivato un messaggio forte e chiaro: solo le grandi opere che ci collegano con l’Europa, spazio del nostro futuro, per le nostre imprese, per il lavoro e le future generazioni, ci garantiranno una centralità nel governo dello sviluppo che nessun’altra azione potrà garantirci.

Avversare la TAV è dire NO ad un territorio aperto all’Europa, più competitivo e negare, quindi, le possibilità di crescita del nostro sistema economico.

Inimmaginabile, poi, che una struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti incaricata di effettuare l’analisi costi-benefici delle grandi opere, possa decidere su di noi senza che nessuno partecipi ai lavori.

Bisogna fare qualcosa

Sono ovviamente contrario a quella cosa lì, ma almeno se proprio vogliono perdere tempo, ho chiesto di inserire un rappresentante di Verona in quella cosa.

Qualcuno ricorda se Regione Veneto, Provincia e Comune di Verona e categorie imprenditoriali lo hanno chiesto?

Ecco, meglio se ci svegliamo tutti, prima che sia troppo tardi.

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