Assemblea Nazionale del PD, non ripetiamo l’errore

Mag 19 2018
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Ho partecipato all’Assemblea nazionale del PD che si è tenuta ieri a Roma. Una bella discussione, riportata in maniera diversa dalla stampa e che alla fine ha sancito una soluzione unitaria: sarà la prossima assemblea, che si svolgerà dopo i ballottaggi delle prossime elezioni amministrative, a decidere l’elezione del segretario e la data del congresso straordinario.

Dall’Assemblea sono emersi alcuni elementi che reputo positivi. Seppure vi sia una certa differenza di valutazione e di giudizio tra le diverse anime del Partito, sul punto che occorra un congresso, serio, dibattuto e dirimente, ho trovato tutti d’accordo.

Vi è l’ampia consapevolezza che serve una riflessione sul posizionamento sociale del PD e sulla rappresentanza di interessi di parte che contraddistingue un partito. Questo può avvenire solo con un congresso che coinvolge tutti gli iscritti affinché siano loro in primis a dire la propria.

E, pur tuttavia, nonostante vi sia questa convinzione, sul percorso che dovrebbe portarci al congresso si sono manifestate due idee contrapposte: da un lato il reggente Martina che chiedeva di essere incaricato per guidare la fase per congressuale e chi, al contrario, proponeva un passaggio più equilibrato attraverso la nomina della Commissione di Garanzia congressuale, tipica nei casi di specie.

C’è stato un momento in cui sembrava che le due proposte dovessero essere poste ai voti e la stampa, ovviamente, ha avuto gioco facile nel dire che la divisione era dietro l’angolo.

Infatti, in mattinata era stato preparato un ordine del giorno da parte dei sostenitori del segretario reggente Maurizio Martina in cui veniva chiesta la convocazione anticipata del congresso insieme all’elezione a segretario dello stesso Martina.

Alla fine nulla di tutto questo è stato. Per quanto mi riguarda ritengo normale che ci sia discussione in merito ed è stato bene che si sia giunti alla soluzione unitaria che dovrà essere la prossima assemblea, da convocare dopo il 24 giugno, a decidere l’elezione del segretario e la data del congresso straordinario.

Personalmente, preferisco la seconda ipotesi. Penso che sia utile ed equilibrato che a seguire e favorire il percorso congressuale, vista la delicatezza dell’oggetto, sia la Commissione di Garanzia. Serve un ruolo terzo rispetto alle passioni che giocoforza si misureranno.

Eleggere un segretario che dura in carica 4 mesi o poco più non mi persuade e la ritengo una scelta non corrispondente alla delicatezza delle cose da fare, anche considerato il fatto che il reggente potrebbe poi orientare la fase a proprio favore.

Perché lo penso? Perché c’è già stato un precedente: quando Veltroni si dimise nel  febbraio 2009 da segretario, subentrò il reggente Franceschini che prima promise di non candidarsi alla segreteria, poi lavorò per farlo e, quindi, si candidò contro Bersani alle primarie del 25 ottobre 2009.

Chi ha memoria ricorda che quei fatti in parte negarono la discussione tematica che allora serviva perché per tutto il periodo da febbraio a ottobre 2009 si discusse solo se confermare o meno Franceschini. Cosa che non avvenne, peraltro, perché fu eletto segretario nazionale Pierluigi Bersani.

Non torniamo indietro. Abbiamo già dato e abbiamo bisogno come il pane di dirci cosa dobbiamo fare, non di parlare di chi dovrebbe essere il segretario.

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