Autobrennero, sarà la volta buona?

Con il Decreto cd. “infrastrutture” sono stati modificati i termini giuridici per rinnovare la concessione dell’autostrada scaduta dal 30 aprile 2014.

Negli ultimi anni è la terza volta che ciò accade.

Nel 2017 era stato deciso che l’affidamento delle concessioni autostradali scadute e, in particolare, quella dell’autostrada A22 avrebbe avuto durata trentennale e doveva essere stipulate dal Ministero con le regioni e gli enti locali che, a loro volta, potevano anche avvalersi nel ruolo di concessionario di società in house, esistenti o appositamente costituite, nel cui capitale non figurassero privati (primo intervento normativo).

In questi anni coloro che hanno gestito questa importante partita per Verona, nonostante la modifica della legge (secondo intervento) per favorire questo risultato, non sono riusciti a produrre un risultato utile in questa direzione, ragione per la quale la norma è stata nuovamente modificata (terzo intervento).

Questo grave ritardo, peraltro, è stato stigmatizzato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che mesi fa ha chiesto al Parlamento di affidare la concessione autostradale della A/22 attraverso una gara per rispettare i principi di concorrenza nelle modalità di affidamento.

Secondo l’Autorità, gli investimenti infrastrutturali previsti dal Piano Finanziario della concessione sarebbero più utilmente perseguibili con l’assegnazione tramite gara al gestore più efficiente, piuttosto che mediante il prolungamento del rapporto concessorio esistente.

In pratica, la novità è che è stato deciso che l’affidamento della concessione può avvenire anche mediante le procedure previste per la finanza di progetto e che questo passaggio deve concludersi entro la data del 31 dicembre 2022.

Per capirci, pur di rinnovare la concessione all’attuale concessionario, Autobrennero, per la terza volta è stata modificata la norma ed è stato inserito nel diritto comunitario, sempre che l’Unione Europea non smentisca la soluzione assunta ritenendola contraria all’omogeneità europea nel comparto delle concessioni autostradali, la possibilità, oltre che il rinnovo attraverso la normale gara o l’affidamento diretto ad una società in house, anche l’affidamento diretto ad una società mista pubblico-privata.

Cosa non si fa per salvare i gioielli di famiglia.

Recentemente, avevo detto che mi era chiaro che ormai restava solo la gara e che se entro l’anno non arrivava una soluzione vera, era il caso di avviare la procedura prevista.

Con questa decisione, sebbene ritengo che la governance pubblica della società sia in totale confusione, ancora una volta è stato dato loro un credito, ma fino al 31 dicembre 2022.

Oltre non bisogna più andare.

Commenti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *