Autorizzare gli assembramenti è pura follia!

Zaia fa installare un tendone in centro per fare il tampone a coloro che intendono frequentare i locali pubblici del centro città durante il weekend.

Una specie di ”tamponspritz.

Questa cosa, accolta come al solito supinamente dal Comune di Verona, è pura follia!
È esattamente il contrario di quello che va fatto ed in questo modo si favorisce la diffusione dei contagi.
È uno schiaffo ai mirabili sforzi che tanti, a partire dai sanitari, stanno facendo per evitare il propagarsi del virus.
La proposta è sbagliata, culturalmente e dal punto di vista sanitario.
Una cosa simile crea la diffusa convinzione che l’assembramento sia possibile se i partecipanti siano tamponati.
È come dire che può uscire di casa per andare al bar o al supermercato solo chi ha fatto il tampone! Una scemenza, perché le regole della mascherina e della distanza restano insuperabili.
Non solo per legge, ma perché é l’unico antidoto per ostacolare il virus.
Altre ipotesi, come questa, è roba da azzeccagarbugli.
Inoltre, poiché il tampone rapido, purtroppo, ha una percentuale fisiologica di falsi negativi, si rischia di consentire ufficialmente ad un inconsapevole contagiato di partecipare all’assembramento.
Queste due certezze demoliscono tutte le buone pratiche che la comunità scientifica suggerisce ed i grandi sacrifici che stiamo compiendo.
Perché buttare via i soldi pubblici per un’idiozia simile?
Possibile che Zaia non sappia fare altro che rischiare di favorire la diffusione dei contagi? Mentre in giro si torna al lokdown, qui si invita a far festa.
Peraltro, non essendoci nessun obbligo per i frequentatori dei locali a fare il tampone, è certo che molti non lo faranno e parteciperanno comunque all’assembramento.
Il rischio è evidente, anche per chi il tampone lo fa.
Il buon senso direbbe di fare ben altro.
Auspico l’intervento del Comitato Tecnico Scientifico, affinché sia posta la parola fine a queste stavaganze.
La diffusione dei contagi non riguarda solo i frequentatori della movida, ma tutti noi, visto che chiunque frequenta chiunque e ovunque.
Non si preoccupino gli esercenti: meglio sopportare qualche sensata restrizione che tornare in fascia arancione o addirittura rossa. A quel punto il danno sarebbe molto maggiore.
Non vorremmo che a Verona tornassimo come qualche settimana fa.
Le bare ammassate negli ospedali veronesi a gennaio non le dimentico.

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