Autostrada A/22, il piano finanziario non va bene.

Nov 22 2017
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La società concessionaria del tratto autostradale Modena/Brennero riceverà una nuova concessione per proseguire la gestione autostradale per altri 30 anni. E’ un fatto positivo, non solo perché è una società per l’86% di proprietà di soci pubblici, ma soprattutto in quanto la concessione sbloccherà il fondo ferroviario che ammonta a circa 650 milioni per il finanziamento della galleria del Brennero e le infrastrutture connesse.

Va riflettuto meglio, però, il piano di investimenti futuri sul nostro territorio per capire gli effettivi ritorni per Verona.

A parte la realizzazione della terza corsia dell’A/22, una necessità, le opere previste sono lo scalo ferroviario e l’interporto di Isola della Scala, la Mediana – nuova strada dal casello di Nogarole Rocca a Isola della Scala ed il nuovo casello a Isolalta, frazione di Vigasio.

Le analizzo singolarmente:

  1. il nuovo interporto a Isola della Scala servirebbe a spostare sui binari le merci viaggianti sui camion che transitano sull’A/22 da e per il nord Europa. In pratica, questi dovrebbero uscire a Nogarole Rocca, transitare sulla nuova strada mediana, recarsi a Isola della Scala, trasferire il carico sui treni merci e ripartire con il nuovo carico arrivato a Isola con i medesimi treni; tutto questo servirebbe per sgravare di flussi su gomma la tratta da Verona e fino al confine con l’Austria;
  2. la strada Mediana è stata da sempre programmata come nuova arteria a due corsie per senso di marcia da Nogarole Rocca fino a Soave, passando quindi per Isola della Scala, Bovolone, Oppeano e intersecando la SS 12 “dell’Abetone e del Brennero”, la SP ” Legnaghesesx” e la SS 434 ” Transpolesana”. Una strada, quindi, che collega la statale 434 (ad Oppeano), alla A/22 (casello Nogarole R.) ed alla A/4 (casello Soave), che connette pertanto le due autostrade del territorio di Verona, nella media pianura, con i relativi benefici per gran parte del basso veronese, per il nuovo collegamento alle grandi arterie, e per l’hinterland della città di Verona, per lo sgravio di traffico. Per questo progetto la A/22 anni fa ha già destinato alla Province di Verona 35 milioni di euro nel piano finanziario della concessione scaduta;
  3. il nuovo casello di Isolalta è stato sempre immaginato a supporto dell’autodromo che qualcuno vorrebbe costruire tra Trevenzuolo e Vigasio, pianificato negli strumenti degli Enti locali.

Ho diverse perplessità:

  • la realizzazione di un nuovo interporto nella nostra provincia deve necessariamente rapportarsi con quello principale, il Quadrante Europa. Infatti è da evitare qualsiasi sovrapposizione tra le infrastrutture, quella esistente e quella futura, al fine di non vanificare l’investimento che negli anni è stato profuso, sia in termini finanziari dei soli enti pubblici, sia territoriali, per i molti metri quadrati occupati. Inoltre una sana azione di lobby a favore della nostra azienda di ferrovie credo sia doverosa, visiti i concreti interessi delle ferrovie tedesche per il mercato logistico italiano transfrontaliero;
  • siamo sicuri che la nuova strada Mediana sia quella auspicata dal territorio e necessaria rispetto ai dati dei flussi di traffico generati dalla nuova infrastruttura ferroviaria o si tratta di una normale strada ad una corsia per senso di marcia, con variante a Trevenzuolo e capolinea ad Isola della Scala, certamente non sufficiente a soddisfare I flussi generati dal nuovo interporto che la A/22 vorrebbe realizzare? Stiamo parlando di una strada cui a regime dovranno essere affidate diverse centinaia di TIR al giorno;
  • il nuovo casello a Isolalta per il momento è uno spreco, perché è posizionato a pochi metri da quello di Nogarole Rocca e perché dovrebbe servire una cosa che non esiste più. Infatti, l’autodromo è morto e sepolto e fino a che non sarà individuata una nuova pianificazione della zona non si capisce la priorità dell’investimento in parola.

Non risulta invece nel piano presentato una delle prime necessità per Verona città e provincia, per risolvere una problematica creatasi al casello di Verona nord, con gli imbuti per chi arriva e vuole andare in Valpolicella o ai centri commerciali sulla gardesana o al Lago di Garda, o per chi arriva o va verso l’aeroporto. Le due strettoie createsi ai lati del casello provocano quotidianamente code lunghissime ed anche il progetto in fase di realizzazione non risolve la complessità viabilistica determinata da scelte sbagliate del passato.

Infine, nessuno si è preoccupato di risolvere l’accesso all’autostrada a Verona nord per tutta l’area a nord-ovest della città, dove, peraltro si trova uno dei principali ospedali del veronese a Negrar, considerando nella programmazione anche la strada di gronda ovest di Verona, tra Parona e, appunto il casello di Verona nord.

Quel piano finanziario va rivisto e adeguato alle esigenze reali di Verona, con definizione chiara delle priorità, al fine di poter realizzare le infrastrutture in tempi utili

 

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