Autostrada del Brennero, niente accordo, niente concessione e ricorso al TAR. I ritardi su Verona

Gen 03 2019
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Autostrada del Brennero S.p.A. ha deciso di ricorrere al TAR contro la delibera CIPE del 28 novembre 2018 che mette a repentaglio il patrimonio della società che gestisce l’autostrada Modena/Brennero.

Invece, i soci della Brenner Corridor SPA[1] non hanno sottoscritto l’accordo di cooperazione interistituzionale sul Brennero[2].

Un doppio rifiuto contro il Governo che impedisce il rinnovo della concessione con gravi danni per Verona.

La concessione scaduta

La concessione della tratta autostradale A22 Brennero-Modena è scaduta il 30 aprile 2014 e doveva essere rinnovata entro il 30 novembre scorso.

Il danno era nell’aria. Il percorso avviato a gennaio 2016 dal Ministro Delrio e le amministrazioni pubbliche socie di Autostrada del Brennero S.p.A. non è stato rispettato dal Governo grillo leghista. Gli atti convenzionali di concessione dovevano essere stipulati dal Ministero delle infrastrutture entro il 30 settembre 2018, ma quel termine è stato spostato al 30 novembre (Decreto Milleproroghe 2018).

Il ruolo del Governo

Il Governo, prima voleva imporre la sua maggioranza nel Comitato paritetico di indirizzo e coordinamento del Brenner Corridor SPA, poi voleva nominarne il Presidente con diritto di veto e, infine, quando l’accordo è stato individuato, ci ha messo la tegola attraverso il CIPE la cui decisione, nei fatti, penalizza gli investimenti riducendo i margini e, secondo quanto hanno scritto i soci della Brenner Corridor SPA, risultano pregiudizievoli alla bancabilità del piano economico-finanziario.

Una doppia risposta che rallenterà tutto.

Le divergenze sono così ampie che il rischio che la concessione sia affidata in gara pubblica e non più alla gestione diretta di Autostrada del Brennero SPA, di cui Verona è socia, è molto concreto.

I danni per Verona

Per Verona il ritardo causato dal Governo – e ancor peggio il mancato rinnovo della concessione alla società partecipata dal nostro territorio – avrà importanti ricadute.

Nei lavori per 2 miliardi di euro per interventi infrastrutturali sull’A22, lA/22 ha inserito la terza corsia tra Verona e Modena e la terza corsia dinamica Bolzano Sud-Verona, le barriere antirumore, le aree di servizio (Affi e Povegliano) e contributi alle Province per opere esterne all’asse autostradale, ad esempio il finanziamento per la mediana provinciale da Nogarole Rocca a Isola della Scala e io dico di pretendere anche oltre Isola d/S, almeno fino ad Oppeano sulla SS 434.

Altro intervento importante per noi è, successivamente alla valutazione di sostenibilità economico-finanziaria, la creazione del Polo logistico intermodale Isola della Scala in sinergia con il Consorzio ZAI/Quadrante Europa.

Aggiungo il problema del casello di Verona nord, un imbuto per tutti gli automobilisti che viaggiano sulla tangenziale che proviene dalla Valpolicella. Occorre metterci le mani con un progetto serio e definitivo, oltre al fatto che bisogna pensare a rendere il casello di Verona nord l’uscita che serve anche l’Aeroporto Catullo. Il casello attuale crea sono disagi e non distingue il traffico locale con quello autostradale e quello aeroportuale. Va potenziato senz’altro.

Il Governo grillo leghista sta impedendo tutto questo.

[1] Società costituita da 16 enti pubblici che hanno sede lungo il percorso dell’Autobrennero chiamata a presidiare l’accordo quadro sul Corridoio del Brennero al cui interno è ricompreso l’affido diretto della gestione di A22 proprio ad Autostrada del Brennero SPA. Questa struttura societaria è stata creata in conseguenza dell’accordo del Ministro Delrio con l’UE per poter rinnovare la concessione direttamente ad Autobrennero, senza gara.

[2] La bozza di accordo, che era in fase di avanzata stesura, dovrà essere inviata nuovamente a Bruxelles per l’approvazione definitiva UE.

 

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