Autostrade per l’Italia, la soluzione c’è.

Il Governo ha approvato una proposta di soluzione per la vicenda concernente le concessioni autostradali attualmente gestite da Autostrada per l’Italia, in particolare a seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova.

Nel corso del Consiglio dei Ministri del 14 luglio scorso ASPI ha fatto pervenire due proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia.

In merito, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione.

Nel dettaglio, la proposta prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario, ovvero:

  • misure compensative ad esclusivo carico di ASPI per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro;
  • riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (decreto “Milleproroghe”), convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8;
  • rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario;
  • aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario;
  • rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’articolo 35 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162;
  • accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.

Inoltre, in vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia (proprietaria dell’88% di ASPI) e Autostrade per l’Italia si sono impegnate a garantire:

  • l’immediato passaggio del controllo di Aspi a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – CDP), attraverso:
  1. a) la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di CDP;
  2. b) l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali;
  • la cessione diretta di azioni Aspi a investitori istituzionali di gradimento di CDP, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi;
  • la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di Aspi dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di Aspi in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento.

Adesso, deve essere definito con esattezza il valore di ASPI ed a questo proposito dovrà essere valutato il nuovo Piano economico finanziario che ASPI fornirà al Ministero dei trasporti.

Per il prossimo 27 luglio dovranno essere definiti i termini del Memorandum of understanding che costituirà l’avvio ufficiale dell’operazione. L’accordo dovrà essere condiviso da Cdp, Atlantia  Sintonia e dovrà tracciare il percorso dei prossimi mesi.

A conclusione dei previsti passaggi tecnici e formali nel mercato delle concessioni autostradali sarà presente un nuovo soggetto giuridico quotato in borsa, con una presenza pubblica pari a circa un terzo del capitale, partecipato da qualificati investitori finanziari e con un elevato flottante in grado di attrarre investimenti di lungo periodo.

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