Avanti tutta, indietro tutta…

Mag 08 2018
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Il Comune di Verona ha formulato le osservazioni sul piano di sviluppo dell’aeroporto Catullo chiedendo due cose: il casello autostradale dedicato sull’A22 e un collegamento ferroviario con la stazione di Porta Nuova.

La prima è una pessima mossa, la seconda osservazione finalmente arriva, anche se in mostruoso ritardo.

Partiamo dal raccordo ferroviario. Se ne parla da tanti anni ed esiste anche un progetto redatto dalla Provincia di Verona.

Nel dettaglio, si tratta di un collegamento ferroviario dalla stazione di Verona Porta Nuova all’aeroporto Catullo, sulla linea Verona-Mantova, con “spanciamento” dei binari che partirebbe da Madonna di Dossobuono e arriverebbe  fino alla nuova stazione del Catullo e da quel punto la linea ferroviaria ritornerebbe sulla linea storica poco dopo Dossobuono e proseguirebbe verso Mantova. In questo modo, la linea storica non più utilizzata verrebbe recuperata e, di fatto, Dossobuono non sarebbe più diviso in due dai binari.

Le Ferrovie dello Stato e la Provincia di Verona all’inizio degli anni 2000 hanno stipulato una convenzione per cofinanziare la progettazione del collegamento Ferroviario con l’aeroporto Valerio Catullo. A tale scopo commissionarono alla società «RPA engineering consulting» il progetto preliminare che è stato poi portato all’esame del Consiglio superiore dei LL.PP. che lo ha approvato con prescrizioni. Il CIPE nel 2001 aveva compreso il collegamento nel 1o programma delle opere strategiche, inserito nella legge obiettivo del 2001 e nel 2011, nella ricognizione dello stato di attuazione della legge obiettivo del 2011, il collegamento è stato riportato nell’elenco opere inserite nel programma delle infrastrutture strategiche

Recentemente, il progetto è stato sostenuto dal Governo Renzi che ha accolto la mia proposta presentata in occasione della Legge di Stabilità 2016. In quell’occasione, dicembre 2015, il Governo approvò un mio Ordine del Giorno che chiedeva di riesaminare il progetto fermo da anni e di riavviare le previste procedure per attualizzarlo con i necessari finanziamenti che ammontavano a circa 90 milioni di euro. La richiesta del Comune di Verona va nella medesima direzione e questo gratifica il mio impegno.

Meglio tardi che mai.

Sul casello dedicato, invece, credo sia il più grande spreco mai visto. A pochi metri da dove dovrebbe essere realizzato, c’è già il casello di Verona Nord. Anziché intervenire su quello in modo da creare una corsia dedicata per l’Aeroporto, oltre a metterlo in ordine e favorire un collegamento diretto con il Quadrante Europa, finalmente, si butterebbero 35 milioni di euro per farne un altro a pochi metri di distanza.

La nuova infrastruttura produrrebbe un danno notevole su Dossobuono, di fatto distruggendolo dal punto di vista ambientale. Tant’è che nel tempo migliaia di residenti hanno firmato contro e partecipato a diverse iniziative.

Siamo sicuri che ci sia lo spazio per farlo? E poiché il progetto prevede un piccolo casello, vale la pena realizzare un casellino con solo due uscite?

Peraltro, è una proposta trita e ritrita: quel casello è stato già bocciato anni fa da altri Enti ed era finita nel dimenticatoio, giustamente.

Oltre quanto detto, serve il collegamento tra tangenziale Sud e la strada di gronda nord. Possibile che nessuno ne parla?

Comunque, siamo alla follia. Qualcuno ripropone di nuovo anche il nuovo casello autostradale sull’A/22 a Isolalta di Vigasio a pochi metri da quello di Nogarole Rocca.

Mi sembra l’Italia di Achille Lauro: la confusione regna sovrana, ma le promesse sono chiarissime.

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