Base di Sigonella, cosa ha autorizzato l’Italia

Mar 31 2016
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Negli ultimi anni l’area del Nord Africa e del Sahel è stata caratterizzata da una forte e crescente instabilità. Ai tumulti della “Primavera Araba” che hanno portato alla caduta dei regimi di Tunisia, Egitto e Libia ha fatto seguito un deterioramento della situazione di sicurezza iniziato con il sanguinoso attacco al consolato di Bengasi costato la vita all’ambasciatore americano John Christopher Stevens (11 settembre 2012), proseguito con la crisi in Mali, e ulteriormente aggravatosi con la guerra civile libica.
In considerazione di tale situazione, la Difesa Italiana ha concesso, tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, un’autorizzazione temporanea allo schieramento di ulteriori assetti americani nella base di Sigonella. Nello specifico si tratta di 6 APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) MQ-1 Predator o MQ-9 Reaper, velivoli da ricognizione e sorveglianza che possono eventualmente essere armati, alcuni ulteriori velivoli P-3 Orion AIP da pattugliamento marittimo e velivoli cargo C-130 Hercules con il relativo personale di supporto logistico.
Concedendo tali autorizzazioni, però, l’Italia ha fissato precisi limiti e vincoli alle missioni di queste specifiche piattaforme e in particolare:
1. ogni operazione che abbia origine dal territorio italiano deve essere condotta come stabilito dagli accordi bilaterali in vigore e nei termini approvati;
2. l’autorizzazione ad effettuare sortite di volo è garantita solo alle seguenti condizioni:
– condurre Non Combatant Evacuation Operations2 e Hostage Rescue Operations3;
– supportare il Governo del Mali per quanto previsto nella Risoluzione del Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite 2085;
– notificare le Autorità Italiane prima dell’effettuazione di qualsiasi attività;
– le Autorità USA dovranno informare i Governi delle Nazioni interessate dall’attività al
momento dell’effettuazione della stessa.

Anche relativamente all’aspetto di regolazione dell’attività di volo e di supporto logistico, gli
assetti in dispiegamento temporaneo sono soggetti a precisi vincoli:
a. l’esecuzione di tutta l’attività di volo deve essere subordinata alle esigenze nazionali e preventivamente coordinata con l’Ente ATC (Controllo Traffico Aereo) e l’Ufficio operazioni della base ospitante;
b. in particolare, l’attività che interessa gli spazi aerei di Sigonella deve essere gestita con le medesime modalità vigenti per i reparti stanziali e preventivamente coordinata con il rispettivo Comando di Stormo per quanto concerne il numero di sortite, orari di svolgimento e procedure di attuazione;
c. il parcheggio, l’assistenza velivoli ed il complesso logistico di supporto deve essere fornito dalla locale US Naval Air Station;
d. l’attività degli assetti MQ-1/MQ-9 deve essere condotta strettamente in accordo alle procedure operative in vigore.
La presenza dei Predator/Reaper temporaneamente basati a Sigonella, dunque, è sottoposta a precisi caveat imposti dal Governo italiano e ha fondamentalmente lo scopo di permettere alle autorità americane il dispiegamento di questi determinati dispositivi qualora si presentino delle situazioni di crisi nell’area nordafricana e del Sahel.

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