Basta blocchi dei TIR in Austria

L’export commerciale verso Austria, Germania e Paesi scandinavi, secondo Unioncamere vale il 5,8% del Pil italiano, e quasi il 10% solo di quello del Nord-Est. Lungo l’asse del Brennero transita circa il 70% dell’interscambio in Europa e, soltanto dall’Italia, merci per circa 50 mln di tonnellate all’anno.

Ciò nonostante, sulle autostrade austriache A12 Inntal e A13 del Brennero, da mezzanotte alle h 4.30 non possono transitare autocarri con massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate e tutti i mezzi pesanti con motore diesel, a prescindere dal carico. Inoltre, per i pochi mezzi che transitano di notte, le tariffe autostradali sono 10 volte più care della media europea.

I divieti di circolazione si applicano ai mezzi pesanti in base alla classificazione euro e a determinate categorie merceologiche. Un’ordinanza del 20 novembre 2020 del governo tirolese ha poi inasprito il divieto notturno per i mezzi pesanti estendendolo – a partire dal 1° gennaio 2021 – anche ai veicoli Euro VI, di nuova generazione, i quali hanno emissioni molto basse. Sono esentati i veicoli con trazione elettrica o idrogeno o LNG.

Queste limitazioni imposte dall’Austria hanno provocato un sensibile calo dei flussi italiani negli ultimi anni e ne produrranno ancora, visto che l’esercizio del tunnel per il trasporto merci ferroviario tra Italia e Austria difficilmente arriverà prima del 2030.

Ovviamente, le restrizioni al transito dei mezzi pesanti non valgono per i tir austriaci.  Ciò crea anche costi ulteriori nel mercato della concorrenza.

Verona è certamente penalizzata da queste restrizioni illogiche che non hanno migliorato la qualità dell’aria, peraltro.

Di fronte a questa scelta unilaterale delle autorità austriache, più volte, nel corso degli anni, in tanti hanno chiesto alla Commissione europea di intervenire con urgenza sull’annoso tema delle limitazioni imposte.

Purtroppo, però, la Commissione ha inspiegabilmente sempre evitato di prendere una posizione chiara sui divieti di transito austriaci; recentemente. Eppure, un documento «interno» reso di dominio pubblico anche dagli organi di stampa specializzati, ha rivelato che le Direzioni generali dei Commissari del mercato interno, dei trasporti e dell’ambiente avevano già dal dicembre 2020 raccomandato al Presidente della Commissione UE di avviare una procedura d’infrazione nei confronti dell’Austria, qualora fosse fallito un ultimo tentativo di dialogo.

Tale procedura non è mai stata aperta. In sostanza, l’Austria ha violato sistematicamente il principio della libera circolazione delle merci senza subire alcuna conseguenza.

E’ l’ora di agire!

Insieme con altri Senatori PD ho chiesto al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili di avviare con la massima urgenza tutti i passi necessari presso la Commissione Ue affinché sia attivata nei confronti dell’Austria la procedura di infrazione.

Il ministro Giovannini deve intervenire con forza perché quelle restrizioni stanno creando danni oggettivi e rilevanti all’economia dell’Italia e di Verona, penalizzando in modo particolare il settore dell’autotrasporto.

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