Capilista bloccati? No o primarie

La legge elettorale in vigore prevede che il capolista della lista elettorale non viene scelto dagli elettori. Gli italiani con le proprie preferenze possono scegliere altri candidati, ma non il capolista che, in ogni caso, sarà eletto sulla base dei voti ricevuti alla lista.

In soldoni, l’elettore va a votare, mette una croce sul simbolo ed esprime due preferenze – uomo/donna – a favore di coloro che vorrebbe fossero eletti. In realtà, i due preferiti saranno eletti solo se quella lista ottiene un numero di voti sufficienti per l’attribuzione in quel collegio di almeno tre seggi, ma intanto il capolista sarà eletto comunque, anche grazie al voto di quell’elettore.

Era e resta la parte della legge elettorale che non ho condiviso perché ho sempre preferito le preferenze, ovvero la scelta degli elettori.

Va detto che la Corte Costituzionale, quando ha cancellato parti dell’italicum, ha sancito che l’indicazione di candidati capilista è anche espressione della posizione assegnata ai partiti politici dall’art. 49 della Costituzione e, pertanto, non determinano una lesione della libertà del voto dell’elettore, presidiata dall’articolo 48, secondo comma, della Costituzione.

Tutto vero. Osservo, ora come allora, che nel 1948 il Costituente aveva prima inserito questa previsione nella Costituzione e poi le preferenze nella legge elettorale. Le due cose viaggiavano di pari passo, avevano un senso logico insieme ed era quella la volontà espressa dal legislatore di allora.

Perché ho votato la legge elettorale che conteneva anche i capilista bloccati? Osservazione giusta e, per quanto mi riguarda, confutabile. Le altre norme contenute nella legge elettorale erano corrette e sebbene qualche dubbio c’era sul ballottaggio – poi cancellato dalla Corte – il sistema di scelta era adeguato al nuovo assetto istituzionale previsto dalla riforma costituzionale, quello monocamerale.

Considerato che gli italiani hanno bocciato la proposta con il referendum, tutto torna in discussione in un sistema bicamerale.

C’è un’altra ragione che mi persuase a suo tempo: si disse allora che con i capilista bloccati le primarie per scegliere chi doveva essere candidato in testa alla lista erano una strada possibile da seguire.

Quel principio potrebbe valere ancora: o si toglie il capolista bloccato o si facciano le primarie per sceglierlo.

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