Caporalato, sfruttamento e aziende agricole di Verona

La Guardia di Finanza ha smantellato un’organizzazione criminale dedita al caporalato, che sfruttava extracomunitari.
Sono state arrestate cinque persone di nazionalità marocchina ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di persone prive di permesso di soggiorno.
I cittadini extracomunitari sfruttati, 38 privi di contratto di lavoro e 10 anche del permesso di soggiorno, venivano impiegati, tra le altre, anche presso aziende agricole di Verona.
Gli immigrati, costretti a vivere ammassati in due abitazioni tra escrementi e sporcizia, venivano sfruttati e percepivano retribuzioni da fame, sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato. In molti casi, addirittura, gli stranieri con i soldi ricevuti non riuscivano neanche a comprare il pane per potersi sfamare.
Attraverso il paravento di società cooperative costituite nel tempo, gli indagati ottenevano lavori in appalto da numerose aziende agricole in diverse province – anche di Verona – per le quali svolgevano lavoro di facchinaggio e, più in particolare, procedevano a ingabbiare gli animali per la successiva vendita. Alcuni immigrati venivano impiegati anche per l’inoculazione di vaccini antivaiolo ad animali.
Sono questi i fenomeni che favoriscono l’immigrazione clandestina.
Spesso ci chiediamo dove spariscono gli immigrati, cosa fanno, come vivono, perché vengono qui in Italia.
Questa è una delle ragioni: non potrebbero lavorare, ma trovano italiani che danno loro lavoro sottopagato. Questi imprenditori, peraltro, agiscono slealmente nel mercato e sono più competitivi rispetto a quelli che rispettano le leggi.
Non mi riferisco a qualcuno in particolare, è un ragionamento generale, ma purtroppo di questo si tratta.
Sapere, però, che anche aziende agricole veronesi sono implicate in indagini simili, rischia di rendere il nostro comparto agricolo, vera e propria eccellenza italiana ed europea, complice di attività illegali e di sfruttamento di esseri umani.
Attendiamo la conclusione delle indagini, ma le prime notizie sono allarmanti.
Queste aziende potevano non sapere? Forse, ma per essere sicuri sarebbe bene che dicessero quanto pagavano le cooperative interessate e, soprattutto, se anche loro consentivano a soggetti non specializzati le vaccinazioni agli animali. Se fosse così, spero che quelle carni non siano state vendute nei nostri supermercati e nelle nostre macellerie.
Ne va anche della nostra salute.
Verona ha diritto di sapere di più. Per questo, con un’interrogazione chiederò al Governo di conoscere i nominativi delle aziende agricole veronesi implicate in questa indagine.

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