Chi sposta i rifiuti accumulati illecitamente a S. Massimo?

Apr 16 2019
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Pochi mesi fa, a seguito della scoperta di un traffico illecito di rifiuti nel Nord Italia venne individuata una vasta rete operativa che gestiva abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali, costituiti prevalentemente da rifiuti indifferenziati urbani.

Le società coinvolte, tramite intermediari complici che agivano sul territorio, provvedevano al reperimento dei rifiuti da parte di varie aziende conferenti che non venivano smaltiti presso i siti autorizzati, bensì accumulati ed abbandonati all’interno di vasti capannoni affittati da società terze intestate a prestanome.

Le indagini consentirono di scoprire che uno di questi siti di stoccaggio era un capannone in via Lugagnano a San Massimo.

Quel capannone è ancora lì, pieno di rifiuti!

Da mesi, infatti, nulla si muove, se non le indagini. Infatti, la Procura di Milano ha chiesto il giudizio immediato per le persone coinvolte nell’illecito traffico.

Già in passato è stata segnalata la diffusione di un odore nauseabondo dovuto al deperimento organico dei rifiuti.

Con l’arrivo del caldo, la storia si ripeterà, se nessuno li sposta.

Bene, le indagini sono finite, i responsabili sono stati individuati, il processo è stato avviato, a chi spetta bonificare il capannone di S. Massimo?

Qualcuno in Comune si sta occupando della vicenda a tutela della salute dei residenti?

Leggendo la risposta data in III Circoscrizione al Consigliere PD Sergio Carollo, sembrerebbe che la cosa sia nota, ma nessuno finora ha mosso un dito.

Capisco la difficoltà di agire ad indagini in corso, ma adesso è ora di muoversi.

Provo ad immaginare un percorso: l’AMIA provveda in accordo con la Procura di Milano a ripulire l’area rivalendosi economicamente sui responsabili che saranno condannati.

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