Codice Rosa: un percorso speciale per chi subisce violenza

Gen 10 2016
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Iniziativa pubblica Venerdì 22 gennaio 2016, ore 20,30 

Su proposta della collega Fabrizia Giuliani, nella Legge di Stabilità 2016 è entrato il “Codice Rosa”, ovvero il percorso protetto di cura e di ascolto e, quindi, di tutela per le vittime di violenza all’interno dei pronto soccorso in tutta Italia.

La norma prevede l’adozione a livello nazionale di un protocollo già esistente come best practice in molte Asl e oggetto, l’anno scorso, di una direttiva della Fiaso, l’associazione che riunisce Aziende sanitarie e ospedali. In sostanza, l’istituzione di nuove linee guida vincolanti in materia, fatta salva l’autonomia dei territori nel recepirle.L’obiettivo è quello di coordinare e mettere in rete le diverse istituzioni e competenze, per dare una risposta efficace già dall’arrivo della vittima al pronto soccorso.

La particolare procedura non obbliga le donne a denunciare, ma solo a tutelarle.

Il Codice Rosa identifica un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenze che, a causa di particolari condizione di fragilità, più facilmente possono diventare vittime di violenza e discriminazioni sessuali: donne, uomini, adulti e minori che hanno subito maltrattamenti e abusi.

Il Codice Rosa non sostituisce quello di gravità, ma viene assegnato insieme a questo da personale addestrato a riconoscere segnali non sempre evidenti di una violenza subita anche se non dichiarata.
Quando viene assegnato un Codice Rosa, si attiva il gruppo operativo composto da personale sanitario (medici, infermieri, psicologi) e dalle forze dell’ordine. Il gruppo operativo dà cura e sostegno alla vittima, avvia le procedure di indagine per repertare gli elementi di prova e individuare l’autore della violenza e se necessario attiva le strutture territoriali. In questo modo si riducono i tempi di indagine e si attiva la rete territoriale per la presa in carico successiva all’intervento di pronto soccorso.

Al codice è dedicata una stanza apposita all’interno pronto soccorso, la Stanza Rosa, dove vengono create le migliori condizioni per l’accoglienza delle vittime.
Partendo dall’esperienza della Regione Toscana e dai risultati incoraggianti ottenuti in questi anni finalmente il Parlamento si è attivato per fornire alle istituzioni, alle associazioni e agli enti in prima linea nel contrasto alla violenza nuovi strumenti.

Ovviamente, non basta solo il lavoro in pronto soccorso, ma ci deve essere una rete estesa che si prende carico delle vittime. Servono più centri antiviolenza, più case rifugio, più centri di aiuto psicologico, più progetti di formazione per far tornare le donne al lavoro e all’autonomia, ma intanto un altro tassello è stato messo.

Per presentare la novità legislativa e confrontarsi in merito, ho programmato un incontro pubblico a Verona venerdì 22 gennaio 2016 alle ore 20,30. Mi riservo di far conoscere il luogo. Sarà presente la prima firmataria della proposta, Fabrizia Giuliani.

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