Come si elegge il Presidente della Repubblica

Convocazione

Le norme e le procedure per la convocazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica sono contenute negli articoli 85 e 86 della Costituzione e prevedono tre situazioni:

  1. convocazione alla scadenza del settennato;
  2. convocazione a Camere sciolte;
  3. convocazione in caso di dimissioni, impedimento permanente o morte del Presidente della Repubblica.
  1. a) Convocazione alla scadenza del settennato. La convocazione del Parlamento in seduta comune – è effettuata trenta giorni prima che si concluda il settennato (articolo 85, comma secondo, della Costituzione). La dottrina prevalente e la prassi costante computano l’inizio del settennato dal giorno del giuramento e non da quello dell’elezione.
  1. b) Convocazione a Camere sciolte. In caso di Camere sciolte non si applica il secondo comma dell’articolo 85, bensì il terzo, che recita: “se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica”.
  1. c) Convocazione in caso di dimissioni, impedimento permanente o morte del Presidente della Repubblica. In caso di dimissioni, si applica il secondo comma dell’articolo 86 il quale prevede che “in caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro 15 giorni ……..”

In questa situazione, il termine dei 15 giorni, decorre dalla data dell’atto di dimissioni, ed è stato sempre interpretato come quello entro il quale devono avere luogo l’effettiva riunione del Parlamento e l’inizio delle votazioni.

La convocazione in seduta comune delle due Camere è fissata per lunedì 24 gennaio 2022 alle ore 15 con il seguente ordine del giorno: “Elezione del Presidente della Repubblica”.

Primo adempimento per il Parlamento in seduta comune

Sulla base della consolidata prassi costituzionale, all’inizio della riunione del Parlamento in seduta comune, il Presidente si pronuncia, sulla validità delle elezioni dei delegati effettuate dai Consigli e dalle Assemblee regionali, dopo aver consultato gli Uffici di Presidenza di Camera e Senato. 

Composizione del seggio

Il Parlamento in seduta comune allargato ai delegati regionali risulta così composto: 629 deputati (la 630esima è Cecilia D’Elia che ha sostituito Roberto Gualtieri a seguito delle elezioni suppletive del 16 gennaio 2021), 321 senatori (315 eletti più 6 senatori a vita o di diritto), 58 delegati regionali (tre per ogni regione, due per la maggioranza e uno per l’opposizione, ad eccezione della Valle d’Aosta che ne ha solo uno) per un totale di 1008 grandi elettori (articolo 83, commi primo e secondo della Costituzione).

Quorum

L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea. Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. (Articolo 83, comma terzo della Costituzione).

ll quorum dei due terzi è pari a 673 voti e la maggioranza assoluta a 505 voti. 

Sistema di votazione 

Conformemente alla prassi relativa alle votazioni per schede la chiama è effettuata secondo l’ordine alfabetico. Si procede prima alla chiama dei senatori, iniziando dai senatori a vita, quindi alla chiama dei deputati e infine, alla chiama dei delegati regionali. Possono essere ammesse variazioni, dell’ordine alfabetico previsto per la chiama, esclusivamente in casi di forza maggiore e formalizzate per il tramite dei Presidenti dei gruppi. La chiama avviene, come di consueto, con il supporto del sistema elettronico. Sul tabellone alla sinistra del Presidente compariranno progressivamente i nomi degli elettori in procinto di essere chiamati. Ciascun elettore, dopo essere stato chiamato, all’atto di accedere alla cabina riceve una scheda, nella quale può` indicare un solo nominativo. Le schede recanti più di un nome sono considerate nulle. La conferenza dei capigruppo della Camera ha previsto che l‘accesso all’Aula di Montecitorio verrà consentito solo se in possesso di Green pass “base” e avverrà dal lato sinistro dell’emiciclo con un massimo di 50 grandi elettori alla volta. Si voterà per fasce orarie, in ordine alfabetico, a partire da: senatori a vita, senatori, deputati e delegati regionali. (Nella seduta di lunedì 24 gennaio i senatori voteranno dalle ore 15 alle ore 16.40, i deputati dalle ore 16.41 fino alle ore 19.23 e i delegati regionali dalle ore 19.24). Le operazioni di voto e la fase di spoglio dureranno complessivamente 4 ore e mezza e durante lo scrutinio in aula non potranno esserci più di 200 persone mentre nelle tribune potranno accedere 106 parlamentari e delegati regionali senza contingentamento per gruppo. Saranno a disposizione quattro nuove cabine elettorali con l’urna per depositare la scheda di votazione dotate di un sistema di aerazione che garantirà sicurezza e riservatezza del voto. Lunedì 24 gennaio è prevista una assemblea congiunta del Consiglio di Presidenza del Senato con quello della Camera e le conferenze dei capigruppo sulle modalità per le votazioni. 

Cadenza delle votazioni

Per quanto riguarda la cadenza delle votazioni, manca una prassi certa. Nel corso delle varie sedute comuni (la seduta comune è considerata come un’unica seduta, anche se si sviluppa in più giorni) si sono svolti in alcune giornate un solo scrutinio, in altre perfino tre. Non esistono precedenti di interi giorni di interruzione tra una votazione e l’altra. La conferenza dei capigruppo della Camera ha previsto le modalità di voto in presenza con una sola votazione al giorno nel rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid (sanificazione, aereazione).” 

Voti dispersi

Dalla seduta comune del 29 giugno/8 luglio 1978, presieduta dall’on Ingrao è invalsa la prassi di non considerare dispersi i voti attribuiti a persone estranee al mondo parlamentare e politico, ma conosciuti in modo tale da essere identificabili (cioè di cui si possa verificare l’esistenza dei requisiti necessari per essere eletti).

Per essere messe a verbale, le preferenze ai candidati devono essere almeno due. Chi riceve un solo voto viene conteggiato genericamente tra i voti dispersi. 

Giuramento e messaggio del Presidente della Repubblica

Nella seduta successiva alla sua elezione, il Presidente della Repubblica, a norma dell’articolo 91 della Costituzione presta il giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione e rivolge il suo messaggio al Parlamento.

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