Commissione d’inchiesta sul Covid in Veneto

Finalmente, dopo varie resistenze, è stata approvata la proposta del Gruppo consiliare regionale PD di istituire una commissione d’inchiesta sulla seconda ondata del virus che ha investito il Veneto in maniera molto più virulenta della prima.

Abbiamo sempre detto che molte cose non hanno funzionato.

I dati lo dimostravano. Nonostante la preparazione che la Regione avrebbe dovuto avere dopo la prima ondata pandemica, la diffusione dei contagi e la risposta messa in campo nella seconda fase non hanno frenato in maniera adeguata i contagi ed i decessi.

La nostra proposta partiva da questo e non aveva l’intento di indagare chissà cosa, come ripetevano i contrari.

Se un sistema non funziona o presenta problemi, vanno analizzati gli ostacoli, le deficienze, gli errori per evitare che si ripetano ancora quelle situazioni che sono di pericolo per la salute umana.

Ebbene, questo principio ha avuto la meglio e la commissione d’inchiesta sulla gestione della seconda ondata in Veneto ha avuto l’approvazione del Consiglio Regionale.

Sarà fondamentalmente incentrata sulla seconda ondata ed i risultati serviranno per correggere errori e potenziare i fatti positivi in modo da affrontare il futuro con maggiore forza e determinazione.

Non è stato facile ottenerla. Infatti, era stata presentata una contro-proposta che avrebbe spostato l’attenzione dalla sola seconda ondata – caratterizzata da un numero drammaticamente elevato di morti e contagi – all’intera pandemia. Ciò avrebbe compromesso il senso del lavoro da fare, perché inseriva nell’analisi un periodo – la prima ondata – nel quale non vi erano gli stessi elementi di conoscenza che avevamo a ottobre.

La commissione dovrà concludere i lavori entro il 30 novembre e sarà composta da 10 consiglieri di maggioranza e cinque di opposizione, a cui spetta la presidenza.

La commissione potrà svolgere audizioni – rappresentanti del personale sanitario e sociosanitario, comitati e associazioni rappresentative, virologi, epidemiologi, tecnici ed esperti del settore sanitario – e certamente sarà uno strumento importante per far luce su quanto accaduto e, soprattutto, dare le risposte alle domande che ci siamo posti tante volte.

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