Comune, o si cambia o forse è meglio votare. 

Lug 19 2019
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

In questi due anni, da quando governa Sboarina, Verona non solo non è cresciuta, ma ha perso grandi occasioni.
Normalmente, dopo 24 mesi non si fanno valutazioni definitive, ma nel caso di questa Amministrazione credo sia già possibile.
Sono così rilevanti sia la scarsa programmazione sia gli errori commessi, da poter dire che o si cambia passo – anche tornando al voto – o perderemo altre opportunità.
Partiamo dagli annunci, tante intenzioni politiche che non hanno, ed almeno per qualche anno non avranno, un riscontro reale. Pertanto, si tratta di promesse e basta.
Sboarina sarà ricordato come l’unico sindaco d’Italia che ha fatto scappare Ikea. Nonostante la volontà del colosso di insediarsi a Verona, il Comune ha fatto di tutto per allontanarlo, creando un danno in termini di sviluppo e occupazione non compensabile con nulla altro. Ikea sarebbe stata anche l’occasione per riconvertire parte dell’economia veronese del mobile.
Sull’alta velocità, la lentezza del Comune sta compromettendo il cronoprogramma stabilito per il tratto Verona/Brennero. Un grave danno per il territorio che coglierà lo sviluppo della linea con ritardo rispetto ad altri.
Questa Amministrazione si sta assumendo la responsabilità di consentire due operazioni che oserei definire, con eufemismo, scellerate.
Favorire la realizzazione dell’interporto di Isola della Scala senza coinvolgere il Quadrante Europa, di cui è socio, peraltro, significa portare la concorrenza in casa. A che pro?
E che dire della consegna supina di AGSM a Milano? Sboarina sta svendendo un gioiello di cui perderemo il controllo, la programmazione e l’indotto veronese che lo circondo.
Sono scene già viste con UniCredit e Banco Popolare.
Sullo stadio meglio un velo pietoso. Aggravare la qualità della vita dei residenti di quell’area, aggiungo anche il taglio dei pini marittimi, pare essere l’unico obiettivo del sindaco.
Questa Amministrazione – la cui maggioranza ha cambiato forma e posizionamento – si distingue solo per le amenità ideologiche contro gli omosessuali, per le stupidate contro il nemico di turno (vedi Saviano), a volte scimmiottando il fascismo e per la chiusura pregiudiziale a qualsiasi esperienza reale che già esiste nella società veronese di pluralismo e diversità. Come se amministrare un comune fosse quella roba lì.
Questi sono elementi di allarme per i quali vale la pena far cadere l’Amministrazione e proporre un’alternativa chiara.
Capisco la delicatezza della cosa, ma di fronte a questo quadro desolante non vedo molto altro.

Commenti

Related Posts