Il Comune di Verona blocca la TAV

Mar 16 2018
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Elementi oggettivi di premessa:

  1. Nel maggio 2013 con un Protocollo sottoscritto tra Comune, Regione, RFI e Provincia di Verona sono stati stabiliti il percorso, le ipotesi compensative per i residenti espropriati ed il riutilizzo delle aree oggi occupate dai binari per la tratta TAV Verona/Pescantina, IV lotto della ferrovia Verona/Brennero;
  2. La valorizzazione dei 500 mila metri quadri dello scalo merci cd. di Santa Lucia, è stato oggetto di accordo tra il Ministero dei Trasporti, Rfi, Regione Veneto, Comune di Verona e Consorzio Zai. In sostanza, al termine del programma di ampliamento elaborato da Consorzio Zai e Rete Ferroviaria Italiana (2026), tutti i treni merci saranno dirottati verso l’interporto QE e, pertanto, tutta l’area dovrà essere reimpiegata. Per il completo utilizzo della zona a possibile parco, va ricordato che la variante 2 al PAQE ha già definito la valorizzazione dell’ex scalo merci, destinando il 50 per cento dell’area a residenza, terziario, centro logistico-direzionale e il restante 50 per cento a parco urbano;
  3. Entro il 2026 deve essere operativo il tunnel ferroviario di base del Brennero e, quindi, entro 8 anni anche la tratta Verona/Brennero deve concludersi.
  4. Il progetto preliminare della TAV Verona/Pescantina è stato depositato in Comune nell’ottobre 2017.

 Il Comune di Verona blocca la TAV.

Pochi giorni fa c’è stato un incontro sulla TAV Verona-Pescantina tra il Comune di Verona e le Ferrovie. Diversamente da come Sboarina vuole far credere, l’incontro non è stato per nulla positivo.

Se avesse avuto effetti positivi, infatti, non avremmo dovuto leggere che il Comune “crede nella TAV”, ma molto altro e ben diverso. Infatti, dopo che al Comune è stato presentato il progetto preliminare della tratta ancora nell’ottobre 2017, conoscendo le proposte dei progettisti ferroviari, il Comune avrebbe dovuto  rispondere sulla integrazione del Protocollo del 2013. In quell’atto furono stabilite il tracciato dei treni superveloci, le ipotesi compensative per i residenti espropriati ed il riutilizzo delle aree oggi occupate dai binari.

Sboarina accetta le nuove soluzioni proposte dalle ferrovie? Il Comune ha cominciato a redigere il master plan per recuperare le aree dismesse dalle ferrovie come prevede il Protocollo? Sono state individuate le aree in cui spostare i residenti espropriati?

Invece, leggiamo che “credono nella TAV”. Null’altro.

Temo che il Comune stia bloccando la TAV e penso anche di sapere il perché: chiede in cambio l’utilizzo di tutto l’ex scalo merci.

Posso capire la richiesta, ma questo è il modo peggiore per porla. Il Paese e l’Europa hanno bisogno della TAV e Verona molto di più. Anziché preoccuparsi di come offrire questo sviluppo alla nostra città entro i prossimi 8 anni, Sboarina si comporta come bambino che studia se in cambio la mamma gli dà le caramelle.

Perché? Perché per ottenere tutto lo scalo non solo dovrebbe intervenire sulla progettazione della tratta TAV Verona/Vicenza, ma dovrebbe anche porre la giusta domanda alla Regione.

Per quanto concerne il primo punto, con l’ingresso est VR/VI dei treni superveloci, l’ipotesi di realizzare un secondo ingresso della Stazione di Porta Nuova con sbocco su Viale Piave, comporterebbe l’installazione dei binari di transito in nuova sede in prossimità di Stradone S. Lucia e, quindi, si creerebbe un limite infrastrutturale importante affinché quell’area possa essere utilizzata omogeneamente per farne un parco pubblico.

In secondo luogo, la Regione, loro amica, cambierà il PAQE per destinarlo al 100% a parco urbano?

Poiché non muove i passi giusti, temo che il Comune voglia bloccare la TAV ed in questo modo ringraziare i grillini veronesi che li hanno sostenuti al ballottaggio.

C’è anche da dire che in questo modo, il Comune nega il diritto degli espropriandi di conoscere quanto prima dove andranno a vivere.

Appena si insedierà il loro governo, la mia prima interrogazione sarà proprio su questo tema. La domanda è spontanea: cosa intende fare il Governo per garantire sia lo scalo merci tutto a parco urbano sia la realizzazione della TAV a Verona. Solo in questo modo cadrà la maschera della finzione.

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