Con Sboarina è regressione culturale

Mag 25 2019
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Per il Teatro Romano ancora non è stato scelto il Direttore artistico e ancora non si conosce il cartellone della nota rassegna dell’Estate Teatrale. Sul primo, la gara è stata annullata per evidenti errori, tanto che è stato richiamato il Direttore Savorelli, ormai in pensione e sul secondo la causa è la disorganizzazione e l’insipienza.

Il Comune ha evidenziato molte lacune, ma sulla valorizzazione delle tante espressioni culturali del territorio, posso dire che ha raggiunto l’apice. Con Sboarina siamo alla regressione culturale.

Abbiamo così tante e diversificate occasioni: esperienze storiche, monumenti di valore e riconoscibilità mondiale, spazi per incontri, bellezze paesaggistiche. Un connubio di forze (della natura) che messe insieme e a sistema potrebbero garantire a Verona una vera centralità culturale.

La routine

Ed invece? Non solo si prosegue in un rituale stanco e ripetitivo, le solite cose senza alcuna novità da tempo, ormai, ma quello che è peggio è che si lasciano andare quelle che ci sono sempre state.

Salviamo l’esistente

Forse è troppo attendersi un programma di eventi, possibilmente spalmati su tutto l’anno, che dia il senso di un coinvolgimento virtuoso delle giornate da passare a Verona, ma, almeno, salviamo l’esistente!

Ecco, al tempo di Sboarina, dobbiamo salvare l’esistente. La vicenda del Teatro Romano è dilettantismo puro. L’estate teatrale veronese è nota in ogni ambiente, possibile che sia stata trattata in così malo modo? Per fortuna, c’è la disponibilità e la bravura dei singoli, Savorelli in primis, a salvarci dal disastro di questa Amministrazione.

Il nodo è che manca una visione complessiva che va oltre le mura di Verona. Prevale lo sguardo verso gli amici già sperimentato altrove, Croce all’AGSM, ad esempio. Potremmo parlare anche della Fondazione Arena o di Arena extra.

Il copione si ripete.

Possibile non ci sia un personaggio, uno, che sa leggere i fatti comunque presenti nel mondo culturale e li sappia volgere a nostro favore?

Un Direttore artistico

Se l’Assessore alla cultura non è in grado di farlo – si sbagliano addirittura i bandi – tolga il disturbo. Oppure, si faccia la scelta di indicare un “direttore artistico generale” che comprenda in un unico disegno tutte le opportunità che circolano in giro.

Una persona autorevole che rediga un progetto integrato degno di questo nome, che metta insieme eventi, programmi, l’Arena, il Teatro Romano, la visita agli scavi vari, le Chiese e le offerte musicali, convegnistiche, artistiche.

Ecco, questo progetto risulta difficile all’Amministrazione Sboarina e tutto prosegue per inerzia, ripetendo il solito copione salvo aggiungere, ogni tanto, qualche novità, ma sempre scollegata dal contesto generale, purché, ovviamente, governata da “graditi”.

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