Copertura Arena. Da 40 anni il nodo è l’acustica

Mar 06 2016
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Della copertura dell’Arena di Verona, per cui è stato bandito un concorso internazionale di idee, si discute dagli anni 70.

Non se ne parla, ma è così. Infatti, sono stato contattato da un sindacalista dell’epoca che mi ha raccontato che il Sovrintendente di allora, Carlo Alberto Cappelli, nel corso di una vertenza con gli orchestrali, che chiedevano un’indennità aggiuntiva per la pioggia e il rischio che l’umidità danneggiasse i loro strumenti, avviò una riflessione sulla possibile copertura dell’Arena.

Si erano appena tenute, nel 1972, le Olimpiadi a Monaco di Baviera e aveva fatto scalpore la copertura dell’Olympiastadion.

Cappelli incontrò gli ingegneri della ditta che l’aveva realizzata per un sopralluogo e verificare la fattibilità di una copertura dell’Arena.

I colloqui si arenarono presto. I tecnici tedeschi fecero subito presente che la cosa non si poteva fare, per l’acustica. Non si comprendeva, infatti, come poter svolgere un’opera lirica con il rumore della pioggia battente sul tetto.

Facciano pure il bando, se qualcuno vuole buttare via i soldi.

In ogni caso, sono passati tanti anni e anziché andare avanti, torniamo indietro.

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