Cosa deve fare il PD?

La vittoria della coalizione di centrosinistra e di Damiano Tommasi ci investe di una importante responsabilità.

Non si tratta solo di governare bene e con sapienza, ma anche di affrontare – e suscitare – quei processi politici territoriali di prospettiva strategica che ci consentono di rafforzare la Giunta ed il sindaco nonché di consolidare il nostro rapporto con la città.

L’ho già scritto in passato e lo ripeto: il Partito Democratico è il pilastro della coalizione. Lo è per le capacità politiche e amministrative acquisite, per le relazioni che ha maturato nel tempo e per il fatto che è un partito plurale con una cultura politica solida.

Lo abbiamo già dimostrato nella campagna elettorale. Al servizio della coalizione abbiamo investito risorse intellettuali, umane e finanziarie affinché il progetto politico di Damiano Tommasi potesse confrontarsi alla pari con gli altri e abbiamo seguito con disciplina l’impostazione della campagna caratterizzata soprattutto sulla persona del candidato.

Adesso siamo in un’altra fase, quella della costruzione dell’azione di governo e del consenso a supporto.

Il nostro radicamento territoriale e la piena conoscenza dei bisogni e dei temi sono la nostra forza.

Il Partito Democratico deve progettare una visione ideale di come la città deve svilupparsi nei prossimi anni e nell’ambito di questo progetto declinare le politiche attuative.

Sostenibilità, solidarietà, sviluppo, sono le tre S che devono orientare il nostro impegno. Non da soli, ovviamente. Penso sia necessario coinvolgere tutte le realtà esistenti affinché possa crescere quel consenso territoriale utile per la buona riuscita delle azioni da porre in essere.

Una mobilitazione delle intelligenze per coglierne gli spunti migliori e per rappresentarle nella guida dei processi politici amministrativi.

Il nostro sguardo deve essere rivolto anche al nostro interno. Abbiamo scelto di indicare, per la Giunta, i nostri candidati eletti con importanti consensi personali. Abbiamo, in questo modo, premiato la scelta dei nostri elettori. Era giusto in questa fase.

Adesso dobbiamo avviare un percorso di ampio coinvolgimento. Penso a gruppi di lavoro formati dai dirigenti territoriali e componenti dei vari organismi esistenti affinché collettivamente il PD possa partecipare alla guida della città producendo contenuti e proposte da mettere al servizio dell’Amministrazione Tommasi.

In pratica, la linea comune delle cose da fare è la partecipazione, ampia, senza preclusioni. Così, superando gli steccati in passato imposti dall’ex sindaco, favoriremmo la crescita di tanti ed il rinnovamento della classe dirigente locale.

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