Covid-19, come affrontarlo ancora.

I segnali che arrivano sono positivi e testimoniano una ripresa di molte attività economiche e sociali del Paese. Inoltre, l’attività scolastica ed educativa pare si stia svolgendo senza patemi particolari dal punto di vista sanitario.

Purtroppo, però, in generale i dati epidemiologici evidenziano, da nove settimane, un progressivo peggioramento dell’epidemia che ha comportato anche un maggiore carico sui servizi sanitari e un quadro epidemiologico, con un trend significativamente più critico, si registra in numerosi altri Paesi europei.

Questi dati ci dicono che lo stato di emergenza non si è ancora concluso.

In questa fase, pertanto, la regolazione dei diversi ambiti della vita familiare, sociale, lavorativa ed economica del Paese deve giocoforza ispirarsi a criteri di massima prudenza, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio nazionale ed in modo da consentire di reagire con rapidità e flessibilità ad ogni emergenza.

Peraltro, la trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto nell’ambito domiciliare. E’ necessario, quindi,  mantenere una elevata consapevolezza nella popolazione circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico, fermo restando che le misure di contrasto dell’epidemia devono essere costantemente proporzionate al livello di pericolo esistente al momento della loro adozione.

Per queste ragioni, il Governo ha disposto, dopo ampio confronto in Parlamento e nonostante l’astensione delle destre, sempre più irresponsabili quando si prendono decisioni su come contrastare la diffusione del virus, ha prorogato lo stato d’emergenza fino al 31 gennaio 2021.

Inoltre, ha imposto nuove regole.

La più rilevante è che è necessario sempre avere con sé la mascherina.
Sempre e ovunque, all’aperto e al chiuso, tranne nei casi in cui si è “isolati” ovvero non si incontra nessuno o non si è con nessuno.
Quindi, non c’è più la “distanza”, bensì “l’isolamento”.

La seconda novità rilevante è l’uso delle mascherine tra “conviventi”.

In pratica, viene superato il concetto di “congiunti”.

Per fare un esempio, negli incontri tra parenti, se questi non sono conviventi, va usata la mascherina.

Chi fa sport non ha l’obbligo di indossare la mascherina, ma deve sempre rispettare la distanza di due metri dalle altre persone.

I bambini sotto i sei anni, i disabili o le altre persone con patologie incompatibili con l’uso della mascherina, non hanno l’obbligo di indossarla.

Chi non rispetta questi obblighi può essere sanzionato da 400 a 1000 euro a seconda della gravità del comportamento.

Avvalendosi del Comitato tecnico scientifico, il Governo valuterà costantemente i dati epidemiologici al fine di individuare ulteriori misure di prevenzione, ivi compreso il potenziamento del sistema di tracciabilità dei contagi.

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