Damiano Tommasi è il nostro candidato

Il centrosinistra sosterrà Damiano Tommasi alla carica di sindaco di Verona.

Per fortuna sta per scadere il mandato del sindaco Sboarina e, quindi, in primavera ci sarà il rinnovo del Consiglio comunale di Verona.

A quell’appuntamento, con la candidatura di Tommasi, possiamo certamente competere perché sono presenti alcuni elementi potenziali che favoriscono la nostra campagna elettorale.

Innanzitutto, la chiara riconoscibilità del candidato, unita ad una presenza signorile e rassicurante rispetto al sindaco uscente che è stato divisivo – addirittura nel suo campo politico – e a tratti livoroso.

Non va sottovalutato l’apprezzamento di cui gode fuori Verona che ben favorisce ogni relazione e rapporto utile al nostro territorio.

La personalità di Tommasi, poi, è in grado di attrarre consensi oltre lo schieramento che lo sosterrà da subito, per il suo profilo e le competenze maturate nel tempo.

E’, quindi, senz’altro una persona credibile ed autorevole al quale si aggiunge la nota positiva del sostegno di uno schieramento ampio e capace di cogliere tutte le occasioni possibili per lo sviluppo e la crescita di Verona.

L’unità dell’area del centrosinistra sarà il valore aggiunto, ma non bisogna fermarsi qui.

Adesso che è conosciuto anche il nostro candidato, abbiamo l’obbligo di allargare la coalizione a tutte le forze progressiste presenti in città.

Un percorso del genere è necessario, non solo per competere, ma soprattutto per offrire a Verona una visione diversa che parta da ciò che abbiamo oggi per migliorarlo nella concordia e nella consapevolezza che così come governata finora Verona non crescerà.

Cosa fare adesso?

Il Partito Democratico è il pilastro fondamentale della coalizione. Nessun’altra forza sarebbe in grado di svolgere questo ruolo primario.

Ciò significa che dobbiamo farci carico del valore dell’unità raggiunta, mantenendo il forte spirito unitario che abbiamo dimostrato finora.

Questo ruolo primario va accompagnato con una costante iniziativa politica programmatica per porre al candidato le migliori soluzioni possibili e soprattutto, partecipate dal basso.

C’è bisogno di novità e di partecipazione e questa funzione può essere svolta da chi, come noi, siamo ovunque radicati e presenti.

Ciò vale anche fuori dalle mura di Verona. Il Partito Democratico deve essere il motore del progetto che nascerà in prospettiva perché molte dinamiche dell’intero territorio provinciale sono condizionate da ciò che accade nel capoluogo.

L’occasione per allargare l’influenza è imperdibile.

Da ultimo, ma non per importanza, il Partito Democratico deve farsi carico dell’imprescindibile rinnovamento generazionale.

Questo è un punto nodale. Impensabile progettare un futuro senza basarsi su coloro che saranno protagonisti di quel futuro: i giovani.

Va fatto ogni sforzo affinché partecipino e prendano parte al progetto che li vedrà in prima linea.

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