Damiano Tommasi è la vera novità

Il centrosinistra sosterrà Damiano Tommasi alla carica di sindaco di Verona.

Per fortuna il mandato del sindaco Sboarina è sostanzialmente scaduto e, quindi, il 12 giugno si vota.

Con la candidatura di Tommasi, possiamo certamente competere perché sono presenti alcuni elementi potenziali che favoriscono la nostra campagna elettorale.

Innanzitutto, la chiara riconoscibilità del candidato, unita ad una presenza signorile e rassicurante rispetto al sindaco uscente che è stato divisivo – addirittura nel suo campo politico – e a tratti livoroso.

La personalità di Tommasi è in grado di attrarre consensi oltre lo schieramento che lo sosterrà, per il suo profilo e le competenze maturate nel tempo.

E’, quindi, senz’altro una persona credibile ed autorevole al quale si aggiunge la nota positiva del sostegno di uno schieramento unito, ampio e capace di cogliere tutte le occasioni possibili per lo sviluppo e la crescita di Verona.

C’è un altro elemento, inconfutabile: Damiano Tommasi è l’unica vera novità tra i candidati. Gli altri due sono da almeno 20 anni sulla scena, sempre loro, prima insieme poi divisi e politicamente nemici giurati.

Da 10 anni litigano furiosamente e trascinano Verona nelle loro beghe. A capo di due schieramenti avversi, litigano su tutto e hanno creato una classe dirigente divisa e sospettosa.

Solo il candidato Tommasi è fuori da certe logiche e, per questo, un elemento di forte novità nel panorama politico veronese.

L’unità dell’area del centrosinistra, poi, sarà il valore aggiunto.

Bene ha fatto il Partito Democratico a sostenerlo e a lavorare per l’unità di tutte le forze progressiste presenti in città.

Il Partito Democratico si è dimostrato pilastro fondamentale della coalizione, fino alla scelta di un candidato civico, unico in gradi di poter raggiungere quel livello di coesione.

Mettersi a disposizione per un progetto più grande.

Adesso il PD deve farsi carico dell’imprescindibile rinnovamento generazionale.

Questo è un punto nodale. Impensabile progettare un futuro senza basarsi su coloro che saranno protagonisti di quel futuro: i giovani.

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