I dazi di Salvini. Un danno per Verona

Apr 05 2018
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Il leader della Lega ha sempre detto che è pronto ad introdurre i dazi sulle merci in entrata nel nostro Paese. Il dazio è sostanzialmente una imposta indiretta sui consumi che può essere applicata su alcuni prodotti limitandone la circolazione da uno Stato all’altro.
Lo scopo è quello di favorire il mercato interno e, quindi, la produzione ed il consumo dei medesimi prodotti italiani.
Una prima considerazione: posto che importiamo più di quello che produciamo, i dazi dovrebbero colpire le merci che importiamo di più, immagino.
Ma il punto è un altro ancora.
Gli Stati Uniti hanno imposto i dazi a merci provenienti dalla Cina per diversi miliardi di dollari. La Cina, immediatamente, ha fatto la stessa cosa per alcune tipologie di merci americane.
Le perdite sono quantificate in svariati miliardi di euro.
In maniera sciagurata, Trump vorrebbe fare la stessa cosa per le merci europee. Vedremo.
La vicenda insegna quello che abbiamo sempre detto: chi dazi riceve, dazi impone.
E se Salvini riuscisse nel suo intento, l’Italia subirebbe forti conseguenze, proprio in ragione del fatto che importiamo sia per compensare la mancata produzione di certi prodotti, sia per mantenere il livello attuale di consumi.
Oltre a contraddire il principio della libertà dei mercati, a quel punto i riverberi negativi dei dazi salviniani sarebbero principalmente due: si ridurrebbero i beni a disposizione sul mercato, perché costerebbero di più a causa della maggiorazione di prezzo e le nostre esportazioni subirebbero una pesante contrazione. Tra i prodotti colpiti sicuramente ci sarebbe il vino. Infatti, diversi Paesi stranieri pur importando tanto vino italiano non hanno con l’Italia il segno positivo nella bilancia commerciale.
La conseguenza sarebbe automatica, ovvero riceveremmo dazi ed il nostro vino costerebbe di più con serie ripercussioni sulle esportazioni.
Il vino veronese che non sarà esportato lo berremo noi? Impossibile.
Sono convinto che la proposta di Salvini danneggerebbe Verona ed il Veneto. Esportiamo per un valore commerciale di 6 miliardi di euro sui 40 miliardi di esportazioni di tutta la Regione.
Le conseguenze per le nostre cantine sarebbero disastrose.
Qualcuno, ovviamente sobrio, glielo dica.

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