DDL Zan, perché approvarlo così

Sul disegno di legge che introduce maggiori tutele contro l’omofobia, ovvero protegge anche l’incolumità delle persone introducendo nuovi diritti, il Partito Democratico non deve indietreggiare di un millimetro.

Non è un’affemazione che non tiene conto della complessità della situazione, in particolare quella riferita alle rilevanti difficoltà di approvarlo in Senato a causa dei numeri risicati di cui disponiamo, ma è l’unico obiettivo per sgombrare il campo dalle ipocrisie delle destre che avversano ideologicamente questo diritto.

Esse non hanno alcuna intenzione di mediare, come diversamente dichiarano, perché rappresentano un blocco culturale che non accetta che le persone omosessuali abbiano una vera cittadinanza. Uno schieramento sociale che va ben oltre l’Italia e che lega le destre estreme di diversi paesi europei che si uniscono e si consolidano anche attraverso l’avversione ai diritti in questione.

Le prove non mancano. Oggi lo avversano, ma il testo è stato modificato alla Camera dei Deputati anche con loro proposte, Poi, basta leggere i loro proclami, i loro slogan, leggere le loro proposte – negano addirittura l’identità di genere – e vedere i loro comportamenti – hanno fatto di tutto per impedire l’approdo in aula ed il confronto in commissione – per comprendere meglio di cosa abbiamo di fronte. Peccato che Italia Viva sia ambigua su questo punto.

Al contrario, le tutele ed i diritti sono parte integrante del nostro essere, il nostro profilo identitaria ed ideologico, perché solo con i diritti si proteggono le persone, soprattutto i più deboli.

Di fronte a questa sfida tra due modi di essere, non possiamo affrontare il confronto paventando modifiche. Seppur legittime e correttamente poste, nella cornice che ho delineato rischiano di essere accomunate al benaltrismo delle destre e di offrire il fianco ad uno schieramento che ha solo l’obiettivo di affossare la legge, non di modificarla.

C’è di più. Se si intende contrastare questa destra ed impedirne la saldatura ideale, proporre modifiche all’introduzione del diritto ad esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale, prepara il terreno per confondere le responsabilità ed i ruoli tra chi vuole più tutele e chi proprio non ci pensa (e se potesse, ne toglierebbe).

In altre parole, se la proposta di legge viene modificata nel voto segreto – fatto innipotesi possibile in ragione dei numeri in campo – può essere che l’elettore non creda nella bontà della posizione del Pd visto che alcuni proponevano modifiche al testo? E perché mai dovremmo fare questo regalo agli altri?

Tenere ferma la posizione chiarisce le responsabilità se nel voto segreto dovessero esserci sorprese negative.

In conclusione, siamo in una fase in cui la posizione più razionale, più chiara e più credibile è quella di approvare il ddl Zan così com’è.

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