Discarica di Pescantina: l’onere della soluzione ora passa alla Regione

Dic 30 2015
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Il Comune di Pescantina ha scelto di riaprire la discarica di rifiuti di Cà Filissine. Attraverso il conferimento di rifiuti speciali l’obiettivo è quello di creare una specie di piramide in modo che le acque piovane scivolino ai lati e così raccolte e incanalate. Questo eviterebbe la formazione di percolato che oggi si forma e che sta penetrando nel terreno a causa della rottura dell’impermeabilizzazione del fondo, ragion per cui la discarica è sequestrata dal 2006. Il Comune sta spendendo milioni di euro per aspirare il percolato che inevitabilmente si forma.

Il Consiglio regionale, però, ha bocciato l’ipotesi e maggiori approfondimenti sono stati chiesti da tutti i Comuni della valpolicella. La decisione del Consiglio regionale e la lettera dei sindaci della Valpolicella hanno radicalmente cambiato il quadro e la soluzione per la discarica di Pescantina va trovata in un contesto più ampio. Molto bene, quindi, sia la condivisione della Valpolicella tutta sia l’intervento – finalmente – della Regione Veneto.

Il merito del Comune di Pescantina resta quello di aver accelerato sulla questione, anche con una scelta difficile e piena di insidie. Una scelta che non mi ha convinto, ma resta il fatto che ha mosso finalmente le acque rispetto al nulla precedente e all’ignavia di chi prima ha causato il danno e adesso contesta tutto.
Certo, non serviva neanche tutto questo trambusto. Bastava rinviare la seduta della Commissione VIA prevista tra pochi giorni e mettersi insieme attorno ad un tavolo. Leggo un certo non so che di spettacolarizzazione in quanto fatto in questi giorni dalla Regione Veneto.
E adesso? La cosa migliore è istituzionalizzare quanto prima il tavolo di confronto allargato deciso dalla regione e ognuno dovrà assumersi la propria responsabilità. La palla passa alla Regione che ha bloccato il progetto di Pescantina: dica la sua soluzione e favorisca il confronto in merito.
Per quanto mi riguarda, ripeto la mia convinzione: mettere in sicurezza la discarica, valutare il conferimento di inerti fino alla quota necessaria per favorire lo sgrondo delle acque piovane ai lati e trovare risorse per chiudere il prima possibile quel buco che tanto ha danneggiato il territorio.
Ogni azione, comunque deve darsi tempi stretti in modo da accertare da subito le volontà di tutti ed evitare di continuare a spendere inutilmente soldi per aspirare il percolato.

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