“Dopo di noi”, il Governo gira la testa altrove.

Apr 09 2019
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Il Ministro Di Maio sta negando ogni azione a favore delle persone con gravi disabilità comprese nella legge cd. “Dopo di Noi”.

Con la Legge cd “Dopo di Noi”, nel 2016 abbiamo introdotto innovative disposizioni nell’ambito delle politiche in favore delle persone con disabilità grave, tanto con riferimento ai beneficiari quanto con riferimento agli interventi in loro favore, con l’obiettivo di favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia. Qui la sintesi del provvedimento (https://www.vincenzodarienzo.it/la-tutela-le-disabilita/).

Una vera svolta.

Per seguire attentamente i percorsi avevamo previsto che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali trasmettesse alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni della legge e sull’utilizzo delle risorse.

Infatti, la materia dal punto di vista legislativo e della programmazione degli interventi è di competenza esclusiva delle Regioni, tranne la definizione dei livelli essenziali che rimane in capo allo Stato.

La relazione del primo anno di attività si è limitata a descrivere lo stato di avanzamento di questa prima fase in cui le Regioni hanno definito gli indirizzi di programmazione, propedeutica all’erogazione delle risorse per la realizzazione degli interventi sul territorio.

La relazione per il 2018 ancora non c’è. Di Maio non l’ha ancora redatta.

La seconda relazione avrebbe dovuto comprendere l’attuazione concreta degli interventi e dei servizi a favore dei beneficiari della legge, che è di competenza dei Comuni.

La situazione

Questo ritardo è grave anche alla luce del fatto che l’attuazione della legge su base regionale sembra però procedere a velocità diversa da Regione a Regione. Risulta, infatti, che soltanto in Lombardia, Marche, Molise e Toscana si è partiti con la stesura dei progetti individuali previsti dalla normativa; in Lazio, Campania, Basilicata, Calabria si è dato avvio all’attivazione delle richieste di redazione e approvazione dei progetti individuali; in Friuli Venezia Giulia e Veneto si è deciso di co-progettare con gli “Enti gestori” e di attuare per loro tramite gli interventi previsti dalla Legge; Emilia Romagna e Liguria sono invece partite dall’individuazione e dall’intervento sugli immobili. In altre regione, invece, il processo sembra ancora agli inizi: ad esempio in Abruzzo, Puglia e Piemonte risulterebbe essere stata avviata solo una programmazione di carattere generale.

Abbiamo chiesto con forza di conoscere i dati. Infatti, è necessario vedere come sono stati spesi i 128 milioni di euro a disposizione, cosa correggere e cosa favorire al fine di costruire i percorsi di autonomia delle persone con disabilità e migliorare, quindi, la loro qualità della vita.

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