Dossier: il trasporto su rotaia è il futuro di Verona

Mar 22 2016
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Il dossier che ho preparato è un viaggio tra passato, presente e futuro delle ferrovie a Verona, ieri al centro del sistema, domani solo una succursale.

Nel silenzio della politica il treno è partito dalla stazione.

Il documento elenca analiticamente la trasformazione in corso. Chi l’ha decisa? Dov’erano gli amministratori?

Puoi leggere qui il documento completo: http://www.vincenzodarienzo.it/il-trasporto-su-rotaia-e-il-futuro-di-verona/


Una sintesi:

1.  Ufficio EquipaggiVerona non esiste. I numeri e la produzione sono di rilievo, eppure mentre ve ne sono 6 in Calabria, 4 in Campania, 4 su 5 sedi provinciali in Emilia Romagna, 7 nel Lazio, 4 in Puglia, 4 in Sicilia, 4 in Toscana e 10 in Piemonte, in Veneto ne abbiamo uno, a Venezia. Non avere l’Ufficio costringe decine di lavoratori veronesi al pendolarismo quotidiano verso Mestre/Venezia per effettuare prestazioni che potrebbero effettuare da Verona con costi minori per la stessa Azienda.

2.  Posto Centrale – Servizio Comando, Controllo, Comunicazione –  Verona è declassata. Vi lavora un centinaio di ferrovieri di cui almeno 70 con alta qualificazione e governa migliaia di chilometri di rete. Al termine dei lavori in corso di potenziamento tecnologico della Torino/Padova, il comando di questa tratta passerà a Milano. Verona perde un’importante centralità.

3.  Trasporto regionaleVerona è ferma. Gli altri crescono, Verona resta indietro. Il servizio, la programmazione e la gestione rientrano nelle competenze della Regione. Il Veneto è una delle regioni italiane in cui si è meno investito sul servizio ferroviario con lo stanziamento di fondi vicini allo 0,1 per cento del bilancio a sostegno delle ferrovie per i pendolari.

Nelle aree vicine la Provincia di Trento ha investito in più stazioni, fermate e nuovi treni di proprietà, tra Padova-Venezia-Treviso esiste un collegamento ferroviario metropolitano ad anello, l’Emilia Romagna ha investito in più stazioni, fermate e nuovi treni di proprietà, la Lombardia nell’area urbana di Mantova.
A Verona, invece, non è mai stata studiata e progettata una tipologia di trasporto ferroviario locale tipica di un “Nodo Metropolitano”.

4.  Verona/RovigoVerona è lenta. La linea è tra le peggiori 10 in Italia. Ritardi e sporcizia la fanno da padroni. I Locomotori sono a gasolio inquinanti e i vagoni sono fatiscenti. Mancano anche i servizi igienici nelle stazioni, i biglietti sono introvabili e le sale d’attesa sono come discariche. Il servizio è gestito da una società della Regione Veneto.

5.  Verona/Bologna (treni regionali)Verona è isolata. A parte le due fasce pendolari (mattina e sera quando c’è in più un treno regionale che ferma in tutte le stazioni) circola un treno da Bologna per Verona ogni due ore. Siamo scollegati con la stazione con lo snodo per tutti i collegamenti d’Italia.

6.  Verona/MilanoVerona è spremuta. La Regione Veneto ha soppresso quattro coppie di treni interregionali che collegavano Venezia con Milano. Si trattava degli unici interregionali rimasti sulla linea, percorsa unicamente dai FrecciaBianca e dai FrecciaRossa di Trenitalia. Si paga di più e i piccoli centri sono stati abbandonati.

 

Proposte

Il dossier si completa con dettagliate proposte per ogni singola criticità rilevata.

1.     Ufficio Equipaggi – Trenitalia mantenga i patti gli accordi fatti con i sindacati e istituisca a Verona l’Ufficio Equipaggi o comunque istituisca una sezione staccata dell’Ufficio equipaggi di Venezia.

2.     Posto Centrale – tranne il collegamento a lunga percorrenza Torino/Venezia il resto sia governato da Verona.

3.     Trasporto regionale – il servizio deve essere esaminato dall’osservatorio nazionale sul trasporto pubblico locale al quale ci rivolgeremo per un riesame del contesto.

Va studiato un sistema metropolitano d superficie Peschiera, Villafranca Domegliara, San Bonifacio, Isola della Scala/Nogara/Legnago in collegamento ferroviario a stella con il capoluogo ed in collegamento con i bacini limitrofi (Trento, Mantova, basso Garda, Veneto orientale ed anche Bologna).

 

Va introdotto un biglietto unico integrato per le diverse modalità di trasporto (Bus+Treno+(magari) bici).

4.     Verona – Milano – Va istituito un tavolo ministeriale, di concerto con le Regioni Lombardia e Veneto per trovare una soluzione positiva per Verona ed i pendolari veronesi.

I servizi ferroviari in parola per legge sono oggetto di verifica da parte del Ministero per le Infrastrutture. Il Ministero deve effettuare la prevista verifica in modo da riesaminare il contesto.

5.     Verona –Rovigo – La Regione Veneto riveda il contratto di servizio stipulato con Veneto Sviluppo Spa. Il servizio offerto non ha standard qualitativi sufficienti.

6.     Verona – Bologna – Considerata l’esperienza emiliana, per potenziare il servizio sulla linea Verona-Bologna proponiamo un accordo fra le due Regioni, Veneto ed Emilia. Anche in ragione delle potenzialità tecnologiche esistenti sulla tratta il servizio ferroviario potrebbe essere più che raddoppiato con sicuri benefici per il collegamento fra le due città e probabilmente anche per il territorio limitrofo (da Trento e dalla zona padana fino a Brescia).

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