Due parole sui fatti…Diciotti e altro

Feb 20 2019
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Alcune considerazioni rispetto alle tante cose dette e fatte in questi giorni.

Il M5S ha salvato Salvini da un processo.

Non mi interessa il passato giustizialista dei grillini e neppure le loro precedenti posizioni sul tema. Non è la prima volta che dimostrano un’ipocrisia di fondo. Per me rileva il valore dell’atto: è stato sancito che l’arbitraria funzione di governo può anche essere fuori dalla legge.

È il punto centrale: quando si dice che la decisione di Salvini è stata in linea con l’azione di governo, si afferma, quindi, che questa – pur essendo l’Italia uno Stato di diritto – non risponde alla legge. Ed i grillini l’hanno certificata.

Ma quella decisione è davvero collegiale?

Non risulta alcun atto ufficiale del Governo in merito. Esistono solo dichiarazioni fatte tanti giorni dopo e alcune memorie redatte da Conte, Di Maio e Toninelli, che dicono di aver partecipato. Ma, non essendoci alcun riscontro, credo siano state redatte per superare il voto dei loro iscritti.

Ma il voto è stato per davvero così?

E chi lo sa! Quel blog è gestito da una società privata alla quale i grillini versano una quota della propria indennità. Una società privata che non ha alcun obbligo di rendere pubblici i dati e a detenerla sono quelli che parlano ancora di trasparenza. Per ipotesi, ma non credo di andarci lontano, il risultato finale può essere anche stato costruito ad arte.

Quale ruolo ha giocato il Parlamento ed il Paese?

Nessuno. Sui fatti ha deciso un’irrisoria quota di cittadini che ha votato su un blog. E già assurdo questo, ma se aggiungo che non credo che questi votanti abbiano letto le carte, ma hanno scelto per motivi politici di tenere in piedi il Governo, siamo al paradosso.

In pratica, ad accertare i fatti non è la magistratura, a valutare se c’è un “fumus persecutionis” non è il Parlamento, ma alcuni privati cittadini iscritti ad un partito alleato di quello del ministro interessato. Un capolavoro.

E la famiglia di Renzi?

L’accostamento è simpatico e denota una volontà malevola. Pur non entrando nel merito delle vicende giudiziarie dei Renzi, non sono paragonabili con il salvataggio di Salvini, perché l’una non ha coinvolto ne il Governo di Matteo Renzi, ne il Parlamento (ovvero il gruppo PD), l’altra ha investito in pieno entrambi.

Averle poste sullo stesso piano – anche da parte di chi aveva letto le carte – fa sospettare della malevola intenzione di fare confusione per nascondere la gravità del voto su Salvini.

Complotto, tempistica, orologeria.

Io credo che le inchieste giudiziarie non siano mai un complotto. Probabilmente, visto che la richiesta di arresto è del mese di ottobre scorso, è stata firmata il 13 febbraio, ma eseguito il 19, il giorno stesso del salvataggio di Salvini e che i grillini sapessero dell’operazione, tanto da dirla ai giornali diverse ore prima, qualche dubbio lo pone. Mi concentrerei su questi fatti, in modo da capire se le procedure sono state rispettate.

In ogni caso, capisco anche l’amarezza di Renzi, quella ovviamente personale e quella riferita al depistaggio di cui è stato vittima quando era Presidente del Consiglio per il quale, peraltro, a giorni si concludono gli atti processuali relativi.

Il segno delle manette

Normalmente nasconde una cultura malevola nei confronti dei destinatari ritenuti a prescindere delinquenti e nemici. Inoltre, testimonia una sorta di onnipotenza: io posso farlo (salvare Salvini) e tu devi subire.

Nel caso di specie, conoscendo quel fenomeno da baraccone che l’ha esposto, e ricordando altri due suoi colleghi – altrettanto soggetti da circo – che l’avevano preceduto negli anni scorsi, tendo a derubricarlo come l’ennesimo atto di un regime culturale in caduta.

In ogni caso, ero esattamente accanto a quel tizio nel momento in cui l’ha fatto e vi assicuro che essere tacciato da delinquente da uno al quale non concedo neanche un grammo di rispetto e che poco prima aveva votato per l’immunità a favore di Salvini, ho dovuto dare sfogo a tutto il mio auto controllo.

Lo dico con serenità: un essere spregevole!

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