E’ arrivato Mario Draghi

Ho già detto (https://www.vincenzodarienzo.it/il-lucido-disegno-di-renzi-e-le-contromosse/) che quanto è accaduto era parte di un lucido disegno di Renzi, perché “dimissionare” Conte era l’unico modo per lui di avere una prospettiva politica.

Per questa ragione ho sempre considerato molto difficile – a differenza di quanto chiedeva il PD – un governo Conte ter.

Il percorso di Renzi portava naturalmente ad governo istituzionale.

Avevo anche detto (https://www.vincenzodarienzo.it/consultazioni-e-adesso-2/) perché a noi conveniva un governo politico e come favorirlo.

In pratica, alle consultazioni con il Presidente Fico, avremmo dovuto proporre un premier diverso da Conte e costringere Renzi da solo, di fronte alla rilevante responsabilità di dire di no.

L’aver avuto ragione non mi rende felice, perché ciò è avvenuto anche a causa degli errori commessi dal mio partito.

Intendiamoci, in questa valutazione non va pesata la soluzione Draghi, sulla quale dirò dopo, ma cosa avrebbe dovuto fare Zingaretti per proseguire l’alleanza del Conte II.

Innanzitutto, già dopo l’estate scorsa avrebbe dovuto chiedere il rinnovo del governo con il patto di legislatura. L’occasione erano gli appuntamenti previsti: la legge di Bilancio, il recovery fund, la nuova legge elettorale. Serviva un governo su basi nuove e più solide.

Poi, durante la crisi, anziché mettersi al tavolo con Renzi, ha acconsentito alla spasmodica ricerca di Senatori per sostituire i componenti di Italia viva. Una strategia miope che ha accelerato le dimissioni di Conte.

Infine, aver seguito il percorso dettato da Renzi con consultazioni il cui finale era già scritto. Zingaretti non ha avuto la capacità di cambiare nome e, così, costruire un nuovo governo con la medesima maggioranza.

Il futuro, quindi, ci consegna Mario Draghi, un’eccellenza della Repubblica alla quale non si può dire di no. Su questo sono chiaro e convinto.

Il suo governo ci comporterà un prezzo, e non mi riferisco solo alla possibile maggioranza molto ampia con dentro anche partiti molto distanti da noi.

Infatti, oltre a non poter avere lo stesso peso che avevamo (anche nell’elezione del prossimo Capo dello Stato), a non poter perseguire totalmente i nostri progetti valoriali, incidere significativamente come abbiamo fatto finora, perorare scelte sociali come la nostra cultura politica ci impone, è nelle cose che dovremmo sostenere decisioni di un certo peso che probabilmente non avremmo operato.

Rifletteremo ancora su questi punti – che non metteranno in discussione il nostro sostegno, ovviamente – ma se alle difficoltà che avremo si aggiungerà che non riusciremo neanche a favorire una nuova legge elettorale proporzionale, allora il prezzo sarà molto salato.

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