È l’ora delle Agorà democratiche

Tra pochi giorni saranno avviate le Agorà democratiche proposte dal segretario Enrico Letta.

Dureranno fino al prossimo mese di dicembre e, di fatto, rappresentano la più ampia consultazione collettiva ed il più grande coinvolgimento che io ricordi.

Avranno una formula snella, essendo composte da poche decine di persone e tratteranno tantissimi temi, spesso proposti dai partecipanti medesimi.

Si conclude, così, la prima fase della nuova segreteria cominciata con il coinvolgimento dei circoli su 20 ipotesi politiche di progetto.

Questa volta saranno coinvolte le persone, senza sovrastrutture di partito. La partecipazione sarà simile alle primarie, con la sottoscrizione della carta dei valori e il versamento di almeno un euro e chiunque, quindi, potrà dire e proporre la propria.

Lo strumento scelto è certamente inserito nel solco delle modalità conosciute, ma la sua forza è proporzionale alla cornice nella quale si inserisce e al progetto in cui vivrà.

Questo è un punto nodale per la buona riuscita dell’impegno, a fronte del più importante progetto oggi conosciuto: il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza.

Faccio un parallelo ideale: un tempo i partiti si alimentavano di tante persone che volevano partecipare alla costruzione dell’Italia ed erano porta di ingresso di intelligenze e capacità. Oggi, le persone potranno avere l’opportunità di partecipare alla definizione della nuova Italia post pandemia, attraverso il partito che offre loro l’opportunità.

Quindi, le Agorà ed il Piano possono far rivivere quel sentiment che sembra essere stato perduto.

In questo quadro l’obiettivo è quello di creare un forte legame tra i progetti da scrivere con le Agorà e la cornice economica e giuridica del Piano e Nazionale Ripresa e Resilienza.

Faccio un esempio per spiegarmi meglio: nelle Agorà si possono presentare e decidere idee e proposte che il partito può formulare nelle Amministrazioni civiche che, oltre a farle proprie, con queste proposte possono partecipare ai bandi che saranno predisposti con i fondi del Recovery Fund (che finanzia il PNRR).

In questo modo si favorisce quel legame tra coloro che partecipano alle Agorà ed il risultato finale determinando, così, un fattore incentivante alla partecipazione collettiva.

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