Ecco la sanità regionale voluta da Zaia

Fino a qualche anno fa nella provincia di Verona vi erano tre Aziende ULSS, 20, 21 e 22 per gli ambiti di Verona, Legnago e Bussolengo. Poi tutto è confluito nella Azienda ULSS 9 (distretto 1 e 2 per Verona, 3 per Legnago o Pianura Veronese e distretto 4 per l’ex 22, Bussolengo).

Doveva essere nelle cose che sarebbe stato accorpato anche il CUP (Centro Unico Prenotazioni) per la prenotazione di visite sanitarie, senza il quale non si accede a nessun servizio pubblico.

Doveva essere, ma, invece, non lo è!

I CUP di prima sono rimasti separati tra loro, come se ci fossero ancora tre AULSS.

Cosa significa, in pratica?

Se un utente di Minerbe telefona al CUP del suo Distretto 2 (Legnago) e non ci fossero posti disponibili (sempre), la richiesta di visita o di screening non viene accolta. Ciò anche nel caso in cui negli altri Distretti provinciali ci fosse disponibilità, semplicemente perché i CUP non sono tra loro collegati.

Altrettanto, capita se l’utente è a Verona (Distretto 1 e 2) o a Lazise (Distretto 4) e i posti disponibili fossero in un altro Distretto, sempre all’interno della provincia di Verona.

Eppure, unificare i tre CUP era un obiettivo a portata di mano. Questo grave ritardo, ormai sono passati quattro anni dalla riforma, è una delle ragioni delle enormi liste di attesa esistenti in Veneto.

In questo modo si scarica sull’utente il disservizio. Infatti, è il cittadino veronese che deve preoccuparsi di chiamare i vari CUP per trovare posto, quando, con un semplice collegamento tra loro, la cosa potrebbe essere risolta con un’unica telefonata.

Ci sarà una ragione per la quale presso l’Ufficio Relazioni Pubblico, la stragrande maggioranza dei reclami è per il CUP.

Chissà se presso l’URP esistano anche i dati delle omesse prenotazioni.

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