Ecco la voglia di poltrone

Lug 25 2018
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Il Governo Gentiloni aveva completato tutti gli studi di fattibilità del progetto di fusione tra Anas e Ferrovie dello Stato. Lega e 5Stelle hanno bloccato tutto per solo la voglia di avere più poltrone a disposizione.

Il progetto di fusione prevedeva un unico soggetto FS con dentro Rfi, Italferr e ANAS, in poche parole “il polo nazionale delle infrastrutture e un big player dei lavori internazionali”.

Ciò avrebbe comportato il rafforzamento delle imprese interessate, la riduzione drastica di poltrone e l’uscita di ANAS dal perimetro della Pubblica amministrazione, con enormi benefici per tutti. Infatti, poiché FS può contrarre debito rispetto ad Anas che, invece, è parte della pubblica amministrazione, ne avrebbe beneficiato anche quest’ultima in quanto non sarebbe stato più necessario, come adesso, aspettare di avere tutti i finanziamenti prima di fare le opere.

Tutto cancellato. Senza alcuna logica, contro gli interessi dell’Italia i pentastellati rinunciano a questo progetto.

L’inspiegabile ritorno al passato volta le spalle al futuro e a un grande progetto industriale capace di dare corpo ad un player internazionale delle infrastrutture, un’occasione per la crescita economica e l’affermazione del “brand” italiano anche nel settore dell’intermodalità ferro/gomma oltre i nostri confini.

Nessuna spiegazione di politica industriale ci fa capire il perché. L’unica ragione è l’appetito di incarichi e nomine, l’evidente volontà di occupare postazioni di potere, di dividere tra i due partner di governo le poltrone di aziende che fatturano miliardi ogni anno.

Fondere Anas e Ferrovie sarebbe stato un progetto industriale con un fatturato di 11 miliardi di euro e più di 100 miliardi di investimenti programmati per i prossimi dieci anni. Peraltro, molti di questi riguardano l’integrazione ferro-gomma, i collegamenti tra le città e la connessione dei porti, soprattutto del mezzogiorno.

La fusione avrebbe consentito anche a centinaia di ingegneri e professionisti sinergie, risparmi e valorizzazione delle professionalità.

Tutto svanito.

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