Elcograf e UGL uniti contro i lavoratori?

La Elcograf fa per davvero il proprio dovere o, complice l’UGL, scarica sempre sulla politica le dinamiche sindacali?

Ho il timore di essere di fronte all’ennesimo grido di aiuto di un’azienda che, complice anche la connivenza di un sindacato, tenta di scaricare sulla politica percorsi e soluzioni che di solito emergono dal confronto sindacale.

Nel tempo, i fatti dimostrano evidentemente questo paradosso.

Tavolo presso il MISE

Verso la fine del 2018, l’azienda Elcograf, la ex Mondadori Printing passata nel 2008 nelle mani del gruppo Pozzoni di Verona, aveva comunicato ai lavoratori che se l’andamento del margine operativo lordo dei primi mesi del 2019 continuava ad essere in perdita, sarebbe stata costretta a chiudere uno o più stabilimenti produttivi, tra i quali in primis Verona Rotative e Melzo, nel milanese.

Allora si fece riferimento a fattori riconducibili alla crisi dell’editoria e alla riduzione delle commesse da parte Mondadori, principale committente di Elcograf, nonostante l’accordo firmato al momento della cessione tra la Mondadori e il gruppo Pozzoni che prevedeva un volume di lavoro garantito fino al 2021.

In quell’occasione, coinvolto dalle Organizzazioni sindacali, chiesi l’avvio di un tavolo specifico per considerare strumenti speciali, come già attuati in passato nel medesimo settore produttivo. Da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico vi fu la totale disponibilità qualora venisse avanzata la richiesta dai soggetti interessati.

Quella richiesta non è mai arrivata.

Vertenza contro Mondadori

Anche con riguardo alla riduzione delle commesse da parte di Mondadori, posso ragionevolmente affermare che era legato al livello dei prezzi previsti dall’accordo, di fatto  superiori a quelli praticati in quel momento dal mercato.

Ma, a proposito, a che punto è la vertenza che era stata annunciata da Elcograf contro Mondadori?

Prepensionamenti

A dicembre 2019 il Governo ha accolto le proposte presentate da diversi Senatori a favore dei lavoratori della Elcograf di Verona estendendo il beneficio pensionistico previsto per i giornalisti anche ai lavoratori delle imprese stampatrici qualora le medesime presentino piani di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale in presenza di crisi. La possibilità è in vigore fino al 2023.

Sulla base di questa norma di favore, il gruppo Pozzoni ha presentato al Ministero dello Sviluppo economico il piano di ristrutturazione che prevedeva il prepensionamento di circa 200/250 dipendenti in totale (circa 100 a Verona).

 Attualità

Oggi, invece, senza che vi sia stato alcun confronto sindacale vero, emerge un’altra richiesta (analoga) alla politica: quella di favorire un nuovo percorso legislativo di autorizzazione a prepensionamenti attraverso una finestra mobile di un quinquennio.

Un fatto oggettivamente inusuale accompagnato dall’assenza di un piano industriale che metta in chiaro le strategie, anche di rilancio. Scelte precise, quindi, quella di preferire i licenziamenti o i pensionamenti (anziché una strada diversa) e quella di rivolgersi al tavolo politico bypassando quello naturale.

Non vorrei che venissero programmate mirate condizioni di pressione sui lavoratori – attraverso la minaccia di taglio del personale – per cui si induce a ritenere che l’unica soluzione sia la pressione sulla politica che deve assumersi il compito di dare una mano. In questo quadro è complice l’UGL sempre pronta a spostare il tema fuori dall’azienda.

Si tratta di una strategia che nega i diritti dei lavoratori e nega loro le informazioni necessarie per capire e confrontarsi spostando altrove le responsabilità che sono dietro quelle scelte.

Pensare che l’assenza di una strategia industriale unita al diniego al confronto con i sindacati possano essere sopperite attraverso i pensionamenti a carico di tutti non è altro che la copertura di responsabilità che non devono essere pagate dai lavoratori ai quali, in questo modo, si vuole far credere che la colpa sia della politica.

Per alcuni – UGL e politici che favoriscono questo disegno – dirottare il confronto su tavoli diversi da quelli sindacali serve solo a tenere nascosto il soggetto principale della vicenda che è l’azienda e che in primis ha il dovere di agire. E, infatti, questa non sarà presente all’incontro di lunedì prossimo organizzato dal sindaco vicino all’UGL.

Questo percorso è manifestatamente contro i lavoratori perché fa leva sulle difficoltà dei medesimi e fa credere loro la bontà di soluzioni difficilmente praticabili, ma solo utili ad offuscare il ruolo di chi deve fare la propria parte.

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