Elcograf, i lavoratori non devono pagare!

Mag 12 2019
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L’azienda Elcograf, la ex Mondadori Printing passata nel 2008 nelle mani del gruppo Pozzoni, ha annunciato la possibile riduzione di uno o più stabilimenti produttivi, tra i quali in primis Verona Rotative e Melzo, nel milanese, a causa della riduzione del margine operativo lordo.

Rischiano il posto di lavoro circa 440 lavoratori veronesi. Ma è colpa loro? Assolutamente no, anzi.

Al momento della cessione tra la Mondadori e il gruppo Pozzoni, venne firmato un accordo che prevedeva l’assegnazione da parte di Mondadori di un volume di lavoro garantito fino al 2021.

L’accordo ha prodotto, quindi, commesse da parte di Mondadori pari al 57% dei ricavi del gruppo Pozzoni e, nel caso degli stabilimenti della Elcograf, da un 50% a picchi dell’80%.

Da fine dicembre, però, c’è stata una costante riduzione di volumi e attività. Alla base, secondo le informazioni acquisite, ci sarebbero fattori riconducibili in parte alla crisi dell’editoria, ma soprattutto collegati alla politica industriale del gruppo Pozzoni. Sembra che questi abbia acquisito diverse aziende in Italia creando, di fatto un specie di monopolio nel settore stampa.

Questo avrebbe procurato un certo allarme tra gli editori e Mondadori, principale committente di Elcograf, ha ridotto le commesse e assegnato periodici e libri ad altri stampatori al fine di non favorire la costituzione del monopolio che, in concreto, non garantirebbe la concorrenzialità sui prezzi.

Il calo degli ordini ha avuto conseguenze tra i lavoratori, alcuni già in cassa integrazione.

Accordo negato

La vicenda si è complicata perché il Gruppo Pozzoni ha aperto un contenzioso contro Mondadori per la violazione dell’accordo iniziale.

Perché i lavoratori devono pagare per i litigi altrui? Cosa c’è di vero in quello che si dice?

Domande al Ministro Di Maio

in attesa dell’arbitrato giudiziale, insieme con altri, ho chiesto al Ministro Di Maio se è vero che il Gruppo Pozzoni sta creando un monopolio in Italia nel comparto delle stamperie, se, per fronteggiare intanto la delicata situazione intende allungare gli ammortizzatori sociali dei lavoratori coinvolti per il tempo necessario a capire se sia possibile una riconversione dell’azienda per salvare quanti più posti di lavoro possibile e se non ritenga di aprire un tavolo specifico per considerare strumenti speciali – tra i quali anche i prepensionamenti – come già attuati in passato nel medesimo settore produttivo qualche anno fa.

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