Ennesima doccia fredda sul collegamento per l’aeroporto.

Come era prevedibile, sul collegamento ferroviario tra la stazione di Verona Porta Nuova e l’Aeroporto, a seguito della firma dell’ultimo aggiornamento del Contratto tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Sostenibili e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), non è stato inserito un euro per la sua realizzazione.

Un vero peccato, perché questo aggiornamento del contratto tra Stato e RFI, come già altri in passato, è stato particolarmente attento allo sviluppo dell’intermodalità, alla quale sono destinati 869,73 milioni di euro per avviare la realizzazione dei collegamenti ferroviari degli aeroporti di Orio al Serio, Brindisi, Olbia e Trapani e per l’ulteriore potenziamento dei collegamenti di porti e terminali merci.

Due di questi, peraltro, il collegamento dell’Aeroporto di Trapani, che non era mai stato menzionato prima d’ora nei contratti tra Stato e RFI, e il collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio, non esistente ad oggi, sono stati rispettivamente finanziati per la loro realizzazione.

La spiegazione è, purtroppo, evidente: altre Regioni si sono mosse con maggiore impegno e convinzione portando a casa i finanziamenti. La Regione Veneto, invece, ha preferito aspettare, valutare varie ipotesi che si sono rivelate tutte difficilmente percorribili, soprattutto per gli alti costi e la mancanza di una programmazione urbanistica pregressa.

Tutto questo nonostante l’esistenza di un progetto preliminare che ha già ottenuto il via libera ambientale, l’approvazione urbanistica della stessa Regione e il tracciato inserito in tutte le programmazioni urbanistiche comunali e provinciali. Inoltre, tutto questo è avvenuto nonostante che negli ultimi mesi si sia registrato il sostegno al preliminare da parte di tre comuni (tra cui Verona) e tre province: Verona, Vicenza e Mantova (alle quali potrebbe a breve aggiungersi quella di Trento), nonché diverse mozioni in sede parlamentare.

Ministero e RFI hanno sempre chiesto (e mai ottenuto) un atto ufficiale della Regione in cui essa indichi il suo interesse alla realizzazione dell’infrastruttura, poiché rimasta fuori dall’accordo quadro firmato nel 2016 tra RFI e Regione.

L’opera, considerata a livello statale strategica e pertanto inserita nella Legge Obiettivo, è totalmente finanziabile dallo stato.

Se la Regione chiedesse immediatamente l’avvio del progetto definitivo del Collegamento ferroviario dell’Aeroporto e il finanziamento dell’opera, i cantieri potrebbero essere aperti nel giro di soli tre anni, in quanto il tracciato è già stato ampiamente aggiustato all’epoca del preliminare (già all’epoca progettato tutto in trincea e in gallerie artificiali), il suo percorso inserito nella programmazione urbanistica locale e la sua valutazione ambientale già conclusasi con esito positivo.

L’opera potrebbe, quindi, essere realizzata completamente entro il 2030, come richiesto dal Master Plan vigente dell’aeroporto Catullo. Inoltre, la frazione di Dossobuono si troverebbe finalmente liberata dalla ferrovia e ricucita, cosa molto attesa dall’intera popolazione.

Persa questa grande occasione, non viene meno la validità del progetto.

E’ necessario, però, che la Regione Veneto chieda che l’intervento venga finanziato nel prossimo contratto tra MIT e RFI e che venga avviato il Progetto definitivo sulla base del preliminare.

Come Partito Democratico, in Regione presenteremo una mozione nella quale chiederemo alla Regione di farlo con urgenza.

Commenti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *