Entro giugno 2022 il valzer delle caserme militari si concluderà.

Sul futuro di cinque caserme militari presenti in città ne ho parlato da tempo. Qui, per leggere https://www.vincenzodarienzo.it/il-riutilizzo-di-caserme-sono-unoccasione-per-verona/.

Di fronte, però, al ritardo con il quale si stava affrontando il tema, ho presentato un’interrogazione ed ho premuto presso il ministero della Difesa per avere lumi sulle cause che avevano di fatto rallentato il procedimento. Ne ho scritto qui https://www.vincenzodarienzo.it/caserme-militari-perche-e-tutto-fermo/.

La novità buona per Verona è presto arrivata.

Il Protocollo sottoscritto il 9 dicembre 2015 tra Comune di Verona, il Demanio ed il Ministero della Difesa che coinvolge cinque caserme veronesi è stato confermato nella sua legittimità dall’Agenzia del Demanio e tra pochi giorni troverà piena attuazione attraverso un accordo di programma.
Al momento è stata compiuta una sola delle azioni previste da quel Protocollo: la retrocessione della caserma Busignani da parte dell’Esercito Italiano al Demanio.
Per gli altri immobili militari – Trainotti, Rossani, Pianell e Li Gobbi – entro marzo prossimo sarà sottoscritto un accordo di programma tra le parti ed entro il mese di maggio sarà avviato l’affidamento e l’esecuzione dei lavori previsti dal Comune di Verona.
A breve, peraltro, sarà convocato un Tavolo tecnico nel quale sarà valutata la bozza di Accordo di Programma corredato da uno studio progettuale attuativo del Protocollo.
Buone notizie per Verona che completano l’impegno che ho sostenuto sin dal 2014, quando da relatore dell’art. 26 del Decreto Sblocca Italia nella Commissione Difesa della Camera, collaborato da tecnici del Comune di Verona, ho delineato la cornice legislativa che ha autorizzato gli accordi come questo.
Ho sempre pensato a questo sviluppo per la città che da un lato risolve la criticità della Polizia locale e dall’altra concentra l’Esercito Italiano in una cittadella apposita, quale quella che si creerà nell’area tra S. Bernardino e via Carmelitani Scalzi.
Verona, peraltro, a merito del sindaco Tosi, è uno dei pochi Comuni italiani che ha approfittato di quella norma ed è l’unico per numero di caserme in gioco.
Perché il ritardo rispetto alla data stabilita – il 2018 – dal Protocollo?
Perché le verifiche sismiche effettuate sul comprensorio Pianell/Li Gobbi presso il quale saranno rilocate le funzioni svolte dall’Esercito attualmente nella Caserma Rossani, che a quel punto sarà completamente liberata per ospitare la Polizia Locale, hanno comportato la scelta di demolire quell’immobile anziché adeguarlo in quanto economicamente più vantaggioso.
Questo ha comportato un rallentamento oggettivo.
La nuova palazzina che sarà costruita in materiale ligneo prefabbricato, soluzione che prevede tempi decisamente ridotti, costerà 3.650.000 euro, ovvero l’importo messo a disposizione dal Comune.
Ciò consentirà di giungere allo scambio definitivo dei beni in questione verosimilmente entro giugno 2022.
Verona manterrà il suo “radicamento militare” e la tradizione che la contraddistingue e ciò è favorito anche dalla conferma in sede di un Comando, quale il Comfoter di Supporto, di elevato livello gerarchico e responsabilità per il quale ho attivamente favorito la decisione presa a suo tempo dalla Difesa.

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