Entro la fine dell’estate i finanziamenti per Villa Albertini (Negrar).

Nell’ambito del progetto Bellezza–Recuperiamo i luoghi culturali, voluto dal Governo Renzi, il Comune di Negrar era stato destinatario di un finanziamento di 535mila euro per provvedere in parte alla sistemazione con messa in sicurezza della villa comunale Albertini ad Arbizzano.

Una risorsa importante, che non avrebbe consentito di sistemare tutta la villa, ormai in condizioni critiche, ma che permetteva importanti interventi a tutela, a partire dal tetto, che in parte è crollato.

Per recuperare beni e siti d’interesse e valore culturale, il progetto Bellezza aveva destinato 150 milioni di euro.

Tra questi, 15 milioni erano andati a bandi vincitori del Veneto e, specificamente, sette Comuni veronesi avevano beneficiato di finanziamenti per circa 5 milioni.

Oltre a Negrar, tra gli assegnatari ci sono Verona, Brenzone sul Garda, Casaleone, Albaredo d’Adige, Lavagno e Povegliano.

Dopo l’assegnazione, con il cambio del Governo sembrava che tutto si fosse fermato. La disattenzione è stata evidente in questi mesi, tanto che ancora oggi i molti vincitori non hanno ancora ricevuto i fondi previsti.

Villa Albertini ha spazi esterni preziosi per la comunità che devono essere usufruiti in sicurezza e sfruttando tutte le occasioni presenti. Bene, quindi, la partecipazione al bando, premiata, poi, con la vittoria del progetto.

Un peccato vedere la villa, nel cui parco ci sono tesori naturalistici, botanici e faunistici, chiusa e inagibile, ormai da tanti anni.

Proprio in questi mesi sono stati ripresi i lavori della commissione che valuta i progetti per la definizione di dettaglio del finanziamento.

Confido che entro l’estate la procedura possa concludersi. L’intervento è al n. 125 in ordine di presentazione e per ora sono stati valutati i primi 91. Con le programmazioni della commissione dovremmo farcela.

Peraltro, dalla scheda istruttoria relativa all’esame del progetto, al momento, non emergono criticità.

Sì, c’è un ritardo, sono passati due anni dall’assegnazione dei fondi, ma con questo Governo abbiamo accelerato le procedure. Se questa velocità fosse stata decisa in passato, probabilmente gli interventi necessari sarebbero già in corso.

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