Ferrovie, lo sviluppo futuro per Verona

Abbiamo approvato in Commissione Trasporti lo schema di aggiornamento per il biennio 2018/2019 del Contratto di programma quinquennale 2017-2021.

Il Contratto di programma è il mezzo attraverso il quale lo Stato impartisce l’ordine di fare a Rete Ferroviaria Italiana. Non comprende gli interventi di manutenzione straordinaria, disciplinata a parte, ma si riferisce al completamento delle opere in corso, all’avvio di opere prioritarie per l’ammodernamento e lo sviluppo dell’infrastruttura e al miglioramento dei livelli di sicurezza.

E’ stato necessario aggiornare il Contratto in quanto per lo sviluppo delle rete ferroviaria italiana, il Governo ha assegnato risorse aggiuntive a RFI pari a oltre 15 miliardi di euro che sono state riversate soprattutto sui programmi infrastrutturali del biennio 2018/2019.

La metà di queste risorse saranno investite su tutte le principali direttrici lungo i corridoi “core” della rete TEN-T. Le tratte che portano e passano da Verona sono comprese in questi corridoi.

Per la valorizzazione delle reti regionali per il rilancio del trasporto pubblico locale c’è un miliardo di euro e circa 250 milioni di euro sono stati destinati per lo sviluppo dell’intermodalità, in particolare abbiamo impresso una priorità a favore delle opere di collegamento e allo sviluppo di centri logistici e intermodali.

Le tre azioni che abbiamo approvato coinvolgeranno pienamente la nostra città.

Per la logistica, ad esempio, è necessario che il terminal ferroviario sia ingrandito con stazioni intermodali per treni lunghi fino a 750/1000 metri, in modo da portare più carichi. Su questo punto, ho la garanzia che RFI procederà in questa direzione con un investimento di circa 50 milioni di euro in autofinanziamento. I progetti sono già in corso.

Per l’alta velocità, dopo che abbiamo coperto totalmente il finanziamento della tratta Brescia/Verona, con collegamento diretto verso il Quadrante Europa nonché con le due linee storiche verso Bologna ed il Brennero, i futuri investimenti si riverseranno su Verona-Padova con completamento del Nodo di Verona nonché sull’accesso da nord (asse del Brennero).

Su questo ultimo punto, abbiamo finanziato la prosecuzione e lo sviluppo della progettazione Verona/Pescantina con altri 10 milioni di euro.

Nel parere approvato, la Commissione ha, inoltre, condiviso le mie proposte circa le priorità per opere conosciute come il collegamento Porta Nuova/aeroporto Catullo, come da impegno assunto dal Governo Renzi nel 2015 e l’elettrificazione completa della linea Verona/Rovigo nella tratta Cerea-Isola della Scala, in modo da eliminare l’impiego di treni a gasolio.

Vi sono tre ordini di problemi, però e il primo di questi coinvolge proprio queste due infrastrutture veronesi.

Mi spiego. Nel confronto tra il Governo e le Regioni Lombardia e Veneto per decidere le opere da realizzare a supporto delle Olimpiadi Milano/Cortina 2026, mentre la Lombardia ha chiesto numerosi interventi, tra gli altri il collegamento ferroviario Bergamo/aeroporto Orio al Serio, il Veneto non ha inserito nulla sulle due opere veronesi. Eppure, il collegamento con l’aeroporto Catullo è funzionale ai giochi olimpici, no?

Peccato, un’occasione persa perché il Governo ha dato incarico a RFI di realizzare tutte le richieste delle due Regioni entro il 2025.

Poi c’è il problema Sboarina e riguarda la tratta Verona/Pescantina. A metà settembre 2018 Rete Ferroviaria Italiana ha presentato lo Schema di Accordo procedimentale di attuazione del Protocollo sottoscritto nel 2013 ed ha reso noto il progetto preliminare. Da allora – ormai un anno e mezzo – nessuno ha più saputo nulla. Un ritardo notevole che sta incidendo negativamente sulla realizzazione dell’opera e, quindi, sia sulla funzionalità del collegamento con il tunnel del Brennero sia sulle prospettive per Verona. Ciò nonostante, abbiamo comunque finanziato la parte progettuale con altri 10 milioni di euro.

Il terzo problema è sulla tratta Brescia/Verona. Ci sono i finanziamenti, ma alcune gare bandite da CEPAV2 sono andate deserte. Ciò fa perdere altro tempo. Occorrerebbe un intervento normativo per superare situazioni simili.

In conclusione, grazie alla sua posizione e la sua vocazione, difficile che Verona non possa essere al centro delle attenzioni, nonostante tutto.

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