Finanziamenti statali, Sboarina ha toccato il “Fondo”.

La ridefinizione dei criteri per la ripartizione del Fondo di solidarietà comunale, il fondo alimentato con una quota dell’imposta municipale propria (IMU), di spettanza dei comuni, che ha portato ad una decurtazione delle somme previste per il Comune di Verona ed altri Comuni veronesi, ha scatenato la protesta del sindaco.

Con fare sconnesso, Sboarina ha subito accusato il Governo manifestando apertamente una doppia morale (ma no?).

Infatti, per il Comune di Verona si parla di circa 2,2 milioni in meno. Una cifra importante, ovviamente, ma quando nel settembre 2018 il leghista Salvini tolse 18 milioni di euro già assegnati a Verona, soldi che avrebbero alimentato lavori già previsti per oltre 30 milioni, lo stesso Sboarina si nascose ben bene pur di non criticare il suo alleato.

Due pesi e due misure che chiuderebbero subito qualsiasi discorso, perché Sboarina ha dimostrato che a lui interessa la propaganda e non la città, ma una spiegazione comunque si impone. Non al sindaco, bensì ai veronesi.

In pratica, nel novembre scorso la Conferenza Stato/Città ha rideterminato i criteri di assegnazione del Fondo (che copre la differenza tra le capacità fiscali e i fabbisogni standard) per tutti i Comuni italiani che è costituito da due componenti: quella tradizionale, destinata al riequilibrio delle risorse storiche, e quella ristorativa, ovvero quella che viene ripartita tra i comuni sulla base del gettito effettivo IMU e TASI.

Con la legge di bilancio 2018 – Governo Gentiloni – l’applicazione dei criteri di riparto di tipo perequativo dei soldi del Fondo venne fissata al 45% per il 2018 e al 60% per il 2019.

A dicembre 2018 – Governo con la Lega – le percentuali previste vennero ridotte e per il 2019 la ripartizione, che doveva essere del 60%, fu abbassata al 45% ovvero alla stessa quota del 2018. Quindi, meno soldi rispetto a quelli che avrebbero dovuto ricevere.

Anche in questa occasione, Sboarina si è ben guardato dal lamentarsi, sempre per la medesima ragione di non infastidire l’alleato leghista.

Poiché a Dicembre scorso IMU e TASI sono state accorpate, è stata decisa una metodologia per la neutralizzazione della componente rifiuti, anche attraverso l’esclusione di questa componente dai fabbisogni e dalle capacità fiscali standard dei Comuni.

Questa rimodulazione ha comportato una riduzione dei fondi ripartiti per il 2019 rispetto al 2018.

La cosa comunque non era voluta ed, infatti, poiché con la Legge di Bilancio 2020 il Governo ha aumentato il Fondo di solidarietà per 100 milioni, nella prossima ripartizione una quota di questa provvista sarà destinata a coprire le riduzioni del 2019.

Il Governo ha assunto questo impegno. Non mi risulta che Sboarina lo stia dicendo in giro. Lui ha scelto la propaganda e non i fatti, come i suoi alleati leghisti.

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