Fondazione Arena. Ma il PD da che parte sta?

Nov 15 2015
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Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Arena ha disdetto dal primo gennaio 2016 il contratto integrativo dei lavoratori. La decisione comporterà il taglio agli stipendi dei dipendenti per circa sei milioni pari al 30% circa del salario complessivo di ciascun dipendente.

Stupisce, ancora una volta, che gli errori della dirigenza ricadano sui dipendenti.

Intanto, sulla decisione pesano due fatti: la riduzione stipendiale non è collegata ad alcuna scelta “industriale” ovvero a nessun vero progetto per il futuro se non i soliti tagli ed esternalizzazioni e si affrontano i problemi a partire dalla coda.

La parte salariale integrativa risale al lontano 2003, quando i finanziamenti del Fondo unico dello Spettacolo coprivano quasi per intero il suo ammontare complessivo. Oggi la situazione è mutata, sono stati ridotti i trasferimenti e la Fondazione non produce molti utili. Aggiungo anche che la città non fa la propria parte nei confronti della Fondazione, ovvero è abbastanza restia a finanziarla.

Un dato: il costo del personale della Fondazione Arena è già il più basso tra tutte le 13 Fondazioni italiane, eppure, il doveroso risanamento del debito parte sempre dal basso. La decisione metterà in crisi il festival lirico 2016?

Pare che l’intenzione della Fondazione sia quella di procedere a rinegoziare un altro contratto integrativo che tenga in considerazione le diverse condizioni economiche e finanziarie dell’Ente. Appunto, i bilanci sono in rosso e anziché ripensare quel pozzo senza fondo del “museo Amo” che è improduttivo e con costi di gestione molto alti, invece di farsi restituire i crediti maturati verso la scatola vuota di Arena Extra e fare una programmazione seria che attiri molto di più di adesso, il Consiglio di indirizzo ha deciso che devono pagare sempre gli stessi.  

La scelta più facile.

Il fatto è che nel Consiglio di indirizzo c’è anche un rappresentante del Governo nominato dal Ministro Franceschini e chiaramente riconducibile al PD veronese. A marzo ha votato a favore della nomina del Sovrintendente Girondini – sempre avversato dal Partito – e adesso ha votato per la disdetta del contratto integrativo. Una scelta che crea confusione, che smentisce quanto ha fatto il Partito Democratico in questi anni e, peggio ancora, che ci espone nei confronti dei lavoratori e dei sindacati. Con chi si è confrontato?

Adesso leggo che assumiamo impegni di varia natura, che siamo solidali con i lavoratori, ma non ci sono dubbi che se la segreteria provinciale fosse intervenuta prima non saremmo stati costretti a correre dietro questa vicenda con maggiore fatica e, purtroppo, con un enorme problema in più.

In ogni caso, a scanso di equivoci, io sto con i lavoratori e penso che il Partito debba fare altrettanto smentendo il proprio rappresentante nel Consiglio di indirizzo.

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