Fondazione Arena, serve un nuovo protocollo

Fondazione Arena, serve un nuovo protocollo

Pur avendo rinviato la stagione lirica di quest’anno al 2021, causa virus, la Fondazione Arena intende svolgere alcuni spettacoli nel mese di agosto.

Credo sia una buona cosa. Tempo prima che venisse assunta questa decisione, avevo proposto proprio questo (https://www.vincenzodarienzo.it/fondazione-arena-un-tavolo-locale-e-le-risorse-per-evitarne-la-chiusura/).

A fronte di questa prospettiva, però, osservo una strana narrazione che collega la miniattività da fare all’ampliamento dei posti disponibili in Arena da 1.000 spettatori, come prevede l’attuale disposizione per gli spettacoli all’aperto, a 3.000.

Non capisco questa ansia, nel senso che il Decreto vigente riflette la situazione epidemiologica che abbiamo finora conosciuto. Nulla toglie che in presenza di condizioni migliori, ovvero se si consolida la curva positiva di questi giorni, le cose possano essere riviste in tempo per il periodo in cui vorrebbero fare gli spettacoli.

Ma tant’è.

Non credo sia una questione economica. Cambia poco da mille a tremila spettatori. Non solo. Tra i soldi che la Fondazione riceverà dal Fondo Unico dello Spettacolo ed i “risparmi” sopraggiunti a seguito della sospensione della stagione e la messa in cassa integrazione del personale (almeno fino al 13 giugno), le risorse (20 milioni di euro?) ci sarebbero per sostenere i pochi spettacoli previsti.

Ma visto che la Fondazione punta molto sul protocollo che ha redatto per proporre al Ministero di ampliare il numero degli spettatori, allora va anche detto che quel documento è insufficiente.

Lo è perché tratta solo quello che serve da fare all’interno dell’Anfiteatro. Da questo punto di vista è buono, ma per essere completo dovrebbe anche fissare le azioni da fare “oltre” l’Arena. La gestione degli spettatori per lo spettacolo dal vivo inizia dai percorsi di affluenza in città e finisce al deflusso. In mezzo ci sono i tratti dedicati anti assembramento, i punti di raccolta, il sostegno medico, il supporto fisiologico, insomma serve un protocollo che metta insieme più cose e più competenze.

Da questo punto di vista, quindi, il protocollo dovrebbe farlo il Comune di Verona che dovrà mettere al tavolo sia la Fondazione Arena sia l’Autorità sanitaria locale in modo che tutte le azioni necessarie siano affrontate compiutamente.

Sono convinto che un documento simile darebbe a tutti noi uno strumento maggiore per portare avanti la richiesta di ampliare i posti a disposizione, pur riconfermando che non mi pare che sia un nodo imprescindibile per lo svolgimento degli spettacoli programmati ad agosto.

 

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