Fondazione Arena. Soluzione in vista?

Dic 07 2015
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I membri PD della Commissione Cultura della Camera dei Deputati hanno presentato un emendamento alla legge di stabilità 2016 che corregge le parti più negative della Legge Bray.

Le condizioni sono nettamente diverse da quelle conosciute e oggi in vigore. Così diverse che chi dice che la Fondazione doveva aderire nel gennaio 2014 alla Legge Bray viene oggi smentito dalla volontà del PD di dare più tempo ma, soprattutto, eliminare tagliole che erano inaccettabili.

Il quadro oggi è più sereno. L’emendamento consente nuove liquidità, la rinegoziazione dei debiti presenti a fine anno e non cancella l’efficacia dei contratti integrativi aziendali in vigore.

La criticità resta sul personale. Con la legge in vigore il parametro di riferimento per la riduzione del personale fino al 50% della dotazione organica è il personale presente al 31.12 2012, con l’emendamento sarà il 31.12.2015. Sarebbe opportuno lasciare il parametro in vigore in quanto più favorevole alla situazione della Fondazione Arena. Su questo punto presenterò un sub emendamento per cancellare il nuovo parametro.

Piuttosto che optare aprioristicamente per soluzioni capestro – Legge Bray e commissariamento – ho subito condiviso l’apertura del tavolo Fondazione/sindacati perché viene riconosciuto il diritto dei lavoratori a far parte delle decisioni, sono convinto che sarà in grado di individuare soluzioni condivise per il bilancio in pareggio ed evitare ipotesi peggiori e auspico che il tempo sia sufficiente per affrontare davvero tutti i nodi presenti.

Proprio perché credo in quel tavolo, ne attendo le conclusioni e penso che l’emendamento presentato dai membri PD della commissione cultura della Camera dei Deputati sia una delle opportunità possibili da valutare al tavolo istituzionale in modo che vi sia la più ampia condivisione anche dei lavoratori interessati.

Un dato deve essere certo: la soluzione passa dalla città. È la nostra realtà che deve trovare le forze, anche economiche, per credere nella Fondazione, perché questa è parte integrante del futuro e dello sviluppo di Verona.

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